La Cina è vicina (alla Siria)

La realpolitik cinese ha reso il colosso di Pechino un attore ormai mondiale finanche in aree del mondo che le erano naturalmente precluse. E’ il caso di scomodare Von Clausewitz per comprendere il senso della decisione cinese di affiancarsi alla marina russa in caso di aggressione armata alla Siria, in uno scacchiere, quello mediorentale, sempre più articolato, in cui ognuno vuole dire la sua. 

(www.ilgiornale.it) – 14/08/2018 – Pechino dà l’ordine: navi cinesi al fianco dei russi in caso di attacco in Siria

Le navi da guerra cinesi di stanza nel Mediterraneo hanno ricevuto l’ordine di raggiungere la marina russa nel caso di un imminente attacco in Siria.

 

Le navi, presenti nel Mediterraneo perché parte di un contingente inviato per delle esercitazioni militari congiunte tra Mosca e Pechino, avrebbero ricevuto l’ordine ad avviarsi verso il porto siriano di Tartus, base navale russa, e congiungersi con le forze del Cremlino per respingere l’eventualità di un attacco da parte della coalizione occidentale.

D’altro canto, anche l’Iran sta muovendo le sue pedine: gli alti ufficiali di Teheran, rimasti feriti in uno scontro nel raid israeliano presso la base siriana T4 di Homs, sarebbero in procinto di posizionare in allerta i loro sistemi missilistici strategici.

Nel contesto di una guerra per procura generalizzata, alimentata in altri scenari dalla guerra dei dazi tra Pechino e Washington, e dalla contesa regionale tra Israele, Arabia Saudita ed Iran, lo scenario appare sempre più compromesso con gli schieramenti predisposti sui tavoli negoziali pronti a prendere forma sul campo.

La notizia è giunta dopo che, la scorsa notte, il Pentagono aveva dato ordine alla propria marina di posizionare le navi da guerra americane di fronte a Latakia, base aerea russa, in pieno atto di provocazione verso Mosca, in risposta al presunto attacco con armi chimicheoccorso sulla città di Douma.