Stragi insabbiate e attacchi chimici simulati. Ecco la strategia dell’Avversario

di Carlo Corbucci

(www.pergiustizia.com) – 17/04/2017 – Durante la pace annuale dei palestinesi determinati “La grande marcia del Ritorno”, dal 1 aprile al 8 aprile, l’esercito israeliano spara sulla folla ad altezza d’uomo uccidendo 31 persone e ferendone altre 3.000 di cui 70 in fin di vita. “Bisogna coprire questa notizia”, ​​ordinano ai governi europei e alla stampa, gli strateghi dell’intelligenza di Israele e Stati Uniti;“… e se non riesce possibile, bisogna che accada qualcosa che attragga l’attenzione dell’opinione pubblica mondiale distraendola da questa legittima repressione”.
Della strage filtrano poche, timide, notizie in alcuni notiziari europei mentre ne viene vietata la divulgazione in Arabia Saudita.

Due giorni dopo, un attacco di sirene a Douma, ultima zona ancora occupata dagli ultimi guerriglieri dell’Isis, molti di questi restavano uccisi e feriti insieme a consiglieri americani schierati in appoggio e sostegno di questi. Immediatamente, Stati Uniti e Israele annunciano al mondo, imminente l’invasione della Siria e contro il suo “criminale” presidente, Bashar al-Assad, perché ha sempre una volta, attaccato con armi chimiche di sterminio di massa, uccidendo circa 100 persone tra popolo di Douma, in superi bambini, donne e vecchi.

La verità è che certi “poteri” non sono una conseguenza della realtà dei fatti più o meno alleati che, in realtà, sono vassalli; tanto meno hanno bisogno del sostegno di questa o quella popolazione; il fatto è che debbono invece, in qualche modo, sopportare che siano le riprese stesse di un invocare le guerre, gli interventi, le repressioni, le “punizioni” mirate verso questo o quel “ribelle” nel mondo, che loro hanno comunque già programmato.

Ma le ragioni di questo, vale a dire e sottolinearlo, non sono legate a una logistica o organizzativa bensì un motivo di ordine “sottile”. Qui si può dire soltanto che, esattamente questo sta accadendo alla base della piramide umana, nel momento particolare che stiamo vivendo e che preludia un disastro finale, risolutivo, di tappa fase del presente ciclo umano.