La Storia ha due volti: ecco la vostra ‘liberazione’

«Soldati dell’Armata Rossa! Uccidete! Uccidete! Schiacciate la belva fascista nella sua tana! Prendete come preda le donne tedesche, umiliate il loro orgoglio razziale! Uccidete i fascisti, uccideteli: tutti i fascisti sono colpevoli, i nati e i non nati! Il compagno Stalin lo ha detto: schiacciate la belva tedesca nella sua tana!». (Proclama propagandistico del letterato Ilija Ehrenburg – il più importante e prolifico autore sovietico – alle truppe sovietiche in avanzata verso Berlino).

Questa è uno dei tanti messaggi di propaganda e incitamento all’odio razziale che vennero distribuiti ai soldati sovietici, insieme ad alcol e droghe, scatenando la loro furia omicida contro uomini, donne e bambini tedeschi.

Il letterato Ehrenburg incitava a uccidere tutti i tedeschi, anche i nascituri e non soltanti i soldati. Gli effetti di tanto odio razziale furono tangibili e devastanti: l’invasione della Germania da parte dell’Unione Sovietica si concluse con un bagno di sangue che non sembrava avere fine. A pagare le conseguenze di questi massacri, evocati da Ehrenburg, furono soprattutto le donne e bambine tedesche violentate e barbaramente uccise.

A questa ondata di ferocia e barbarie si oppose lo spirito aristocratico, guerriero ed eroico di impavidi Uomini i quali rivendicarono l’affermazione di un Ordine Europeo, contro la sovversione dell’americanismo e del bolscevismo.

Nelle ultime ore di un’ Europa agonizzante, tra il 25 aprile e il 2 maggio del 1945, si suggellava, col sangue e il sacrificio, l’esempio di coloro chiamati a difendere la capitale tedesca. Nonostante l’esito del conflitto era segnato, questi ragazzi,  figli di un Europa dal cuore antico, non si arresero e vollero testimoniare fino alla fine gli immutabili Valori della Civiltà. Nel fumo e nelle macerie di una Berlino rasa al suolo, si consumò la strenua resistenza di questi valorosi soldati contro un numero di sovietici immensamente superiore. 

Per gli eroici combattenti che difesero Berlino, il passato e futuro non esistettero più ma ci fù solamente un interminabile presente. Il senso della realtà si sbriciolò nelle loro menti ma non nei loro cuori.