Roma e Torino avanguardia della sovversione: registrati “figli di due papà”

Torino e Roma (ancora la Capitale, sempre più assediata dalle forze della sovversione, sempre più in declino), nel giro di pochi giorni l’una dall’altra, si macchiano del sacrilegio di dare rilevanza amministrativa, dopo le trascrizioni delle unioni omosessuali, ad un altro dei più truci atti di disfacimento dei principi che sono alla base dell’unica forma di unione familiare che abbia ragione di esistere e di manifestarsi nel mondo, quella tra un uomo ed una donna, con la nascita naturale di figli.

E così dapprima il Comune di Torino ha trascritto all’anagrafe cittadina (dopo la vicenda di qualche anno fa che vide protagonista De Magistris ed il Comune di Napoli) il certificato di nascita di un bambino, che è stato ignobilmente definito “il figlio di due mamme”, e che altro non è se non il frutto di un’inseminazione eterologa attuata con seme di donatore rigorosamente anonimo, che ha fecondato in vitro l’ovulo di una donna, poi impiantato nell’utero di una seconda donna. Ecco una delle più diffuse e macabre procedure di ingegneria genetica, di manipolazione del processo di fecondazione e di sviluppo di un embrione, per soddisfare i perversi desideri di uomini e donne della fase finale di quest’era oscura.

Dopo pochi giorni, è stata poi la volta della Capitale (o di quel che ne rimane), che, forte della sentenza della Corte di Appello di Roma del 15 febbraio 2018, ha trascritto presso l’Anagrafe capitolina il certificato di nascita canadese di tre bambini “con due padri”.

In particolare, Torino è finora l’unico Comune che ha proceduto al riconoscimento della genitorialità anche per bambini nati in Italia, senza appoggiarsi ad un certificato di nascita estero. Ormai il numero di Comuni ove si sta procedendo questi tipi di riconoscimenti amministrativi, anche in violazione formale della legge, sono sempre di più. Pochi giorni fa anche a Gabicce Mare due gemelli (di nazionalità americana per diritto di nascita) sono stati registrati all’anagrafe comunale come figli di due uomini, entrambi di nazionalità italiana. Ma siamo solo all’inizio della lunga, interminabile caduta nell’abisso di fine ciclo, di cui questo è solo uno dei tanti, allucinanti, perversi, demoniaci aspetti.