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Bergoglio consacra l’eresia dei neocatecumenali

(a cura della Redazione di At)

L’ennesima grave “bergogliata”. Dopo l’incontro con Katy Perry di qualche giorno fa, un nuovo strappo del Papa più informale, irrituale e probabilmente eretico della storia del cattolicesimo. A dare seguito al fronte filo-protestante più volte battuto da Bergoglio, abbiamo ora l’incontro ufficiale con il “Cammino Neocatecumenale”, di cui Bergoglio ha “concelebrato” sabato scorso il cinquantenario a Tor Vergata, davanti a 100.000 aderenti al movimento provenienti da tutto il mondo, nell’ennesima kermesse-pagliacciata in cui era presente lo storico cofondatore dei neocatecumenali Kiko Arguello (la cofondatrice Carmen Hernández è scomparsa nel 2016).

Il movimento, nato a Palomeras Altas, nelle periferie più povere di Madrid, proprio, guarda caso, nel bel mezzo della “rivoluzione” del 1968, cominciò a diffondere forme di evangelizzazione “alternativa” in tutto il mondo, Italia compresa (Roma, Firenze ed Ivrea in prima battuta). Gli Statuti del Cammino neocatecumenale sono stati approvati dal Vaticano in via provvisoria da Giovanni Paolo II nel 2002 e poi definitivamente da Benedetto XVI nel 2008. Ora l’incontro-celebrazione ufficiale a Roma, dopo che già Bergoglio nel 2016 aveva incontrato circa 7.000 esponenti del movimento in udienza nell’aula Paolo VI.

A Tor Vergata Bergoglio ha invitato i seguaci di Arguello a proseguire nella loro opera di evangelizzazione (!), da missionari “agili”, “leggeri” e “liberi da schemi precostituiti” (!!).

Ma chi sono realmente i Neocatecumenali, e perché sono pericolosi? Ce lo spiega Athanasius Schneider, vescovo cattolico e saggista kirghiso di origini tedesche, uno dei pochi cattolici seri rimasti in quest’epoca di estrema decadenza, noto per essere uno dei maggiori difensori della tradizione cattolica e della messa tridentina. Ricordiamo che nel 2015, dopo aver visitato due seminari della Fraternità sacerdotale San Pio X a Flavigny in Francia e a Winona negli Stati Uniti, ne ha auspicato un “riconoscimento canonico ufficiale”.

In una lunga intervista rilasciata in Ungheria nel 2016 ad un esponente di un locale movimento culturale d’ispirazione cattolica, originariamente pubblicata sul blog “Rorate-caeli” poi tradotta in italiano dal blog di Chiesa e Post-concilio, Athanasius Schneider parla anche nel Cammino Neocatecumenale, con poche ma chiarissime parole che vi riproponiamo in questo estratto. Buona lettura.

(tratto da chiesaepostconcilio.blogspot.it)

(08/05/2018) – Il Cammino Neocatecumenale è una comunità Protestante-Ebraica

Mr. Fülep: mentre la tradizione viene perseguitata, ci sono certi nuovi movimenti moderni che vengono invece sostenuti parecchio. Uno di questi è la comunità di Kiko. Quale è la sua opinione sul Cammino Neocatecumenale?[1]

Mons. Schneider: si tratta di un fenomeno molto triste e complesso. Per dirla apertamente: è un cavallo di Troia nella Chiesa. Li conosco molto bene perché per loro sono stato delegato apostolico per parecchi anni in Kazakhstan, a Karagandà. Ed ho assistito alle loro Messe e ai loro incontri, e ho letto gli scritti di Kiko, il loro fondatore, per cui li conosco bene. Parlando apertamente, senza diplomazia, dico che il Neocatecumenato è una comunità Protestante-Ebraica[2] all’interno della Chiesa, che di cattolico ha solo la decorazione. L’aspetto più pericoloso riguarda l’Eucarestia, poiché l’Eucarestia è il cuore della Chiesa. Quando il cuore è in pessimo stato, l’intero corpo è in un pessimo stato. Per il Neocatecumenato, l’Eucarestia è principalmente un banchetto fraterno. Quest’attitudine è Protestante, tipicamente Luterana.[3] I neocatecumenali rigettano il concetto e l’insegnamento che l’Eucarestia sia un vero sacrificio. Addirittura affermano che l’insegnamento tradizionale, e il credere che l’Eucarestia sia un sacrificio, sarebbe qualcosa di non cristiano ma pagàno.[ 4] Questo è completamente assurdo, questo è tipicamente Luterano e Protestante. Durante le loro liturgie eucaristiche trattano il Santissimo Sacramento in una maniera talmente banale, che certe volte è orribile.[5] Si siedono mentre ricevono la Santa Comunione, e disperdono frammenti perché non se ne curano, e dopo la Comunione ballano anziché pregare e adorare Gesù in silenzio. È questo che è realmente mondano, pagano, naturalistico.

Mr. Fülep: il problema potrebbe non essere solo pratico…

Mons. Schneider: il secondo pericolo è la loro ideologia. L’idea principale del Neocatecumenato, stando al loro fondatore Kiko Argüello, è la seguente: la Chiesa avrebbe avuto una vita ideale solo fino all’epoca di Costantino, nel quarto secolo – solo questa sarebbe stata la vera Chiesa.

E con Costantino la Chiesa avrebbe cominciato a degenerare: degenerazione dottrinale, liturgica e morale.[ 6] E la Chiesa avrebbe raggiunto il peggio di questa degenerazione dottrinale e liturgica nei decreti del Concilio di Trento. In realtà è vero l’esatto contrario di tale opinione: il Concilio di Trento è stato uno dei più alti momenti della storia della Chiesa proprio a causa della chiarezza dottrinale e disciplinare. Secondo Kiko, l’epoca oscura della Chiesa sarebbe durata dal quarto secolo fino al Concilio Vaticano II. Sarebbe stato solo grazie al Vaticano II che la luce sarebbe giunta nella Chiesa. Questa è un’eresia perché vorrebbe insinuare che lo Spirito Santo avrebbe abbandonato la Chiesa. Ed è davvero settario e molto in linea con Martin Lutero, il quale disse che fino a lui stesso la Chiesa era nell’oscurità e che solo attraverso lui stesso la luce sarebbe tornata nella Chiesa. La posizione di Kiko è fondamentalmente uguale, solo che Kiko postula l’epoca oscura della Chiesa da Costantino al Vaticano II. Così i neocatecumenali fraintendono il Concilio Vaticano II. Dicono di essere apostoli del Vaticano II, per giustificare tutte le loro pratiche eretiche e gli insegnamenti eretici. Questo è un grave abuso.

Mr. Fülep: com’è possibile che questa comunità sia stata ufficialmente ammessa dalla Chiesa?

Mons. Schneider: questa è un’altra tragedia. Hanno costituito una potente lobby in Vaticano da almeno trent’anni. E c’è un altro inganno: in molti eventi ostentano ai vescovi parecchi frutti di conversione e molte vocazioni. Molti vescovi sono resi ciechi da tali “frutti”, e non notano gli errori e non li esaminano. I neocatecumenali hanno famiglie con molti figli, ed hanno un alto livello morale nella vita familiare. Questo è certamente un buon risultato, ma c’è anche la pratica esagerata di imporre alle famiglie di avere quanti più figli è possibile. Questo non è salutare. Loro affermano di accettare la Humanae Vitae,[ 7] e questo è certamente un bene. Ma in fin dei conti è certamente un’illusione, perché ci sono anche moltissimi gruppi Protestanti nel mondo di oggi con un alto livello morale, che hanno anche un gran numero di figli, e che vanno a protestare contro l’ideologia gender e l’omosessualità, e che pure accettano la Humanae Vitae. Per me, perciò, non è un criterio decisivo di verità! Esistono un sacco di comunità Protestanti che convertono tanti peccatori, gente che viveva nei vizi come alcolismo e droga. Per cui i frutti di conversione non li ritengo un criterio decisivo e non inviterei questi buoni gruppi Protestanti a fare apostolato nella mia diocesi. Cosa che è invece l’illusione di tanti vescovi, che sono ammaliati dai cosiddetti frutti.

Mr. Fülep: quanto alla dottrina, quale è la pietra d’inciampo?

Mons. Schneider: è la dottrina sull’Eucarestia. È quella il cuore. È un errore guardare prima ai frutti e poi non preoccuparsi della dottrina e della liturgia. Sono sicuro che verrà il tempo in cui la Chiesa oggettivamente esaminerà questa organizzazione in profondità, senza la pressione delle lobby del Cammino Neocatecumenale, e i loro errori dottrinali e liturgici verranno davvero alla luce.

Note

[1] Il Cammino Neocatecumenale (talvolta detto “neocatecumenato”) è un’organizzazione dedita alla formazione religiosa dei fedeli. È stato fondato a Madrid nel 1964 da Kiko Argüello and Carmen Hernández.

[2] Le comunità neocatecumenali mescolano nella liturgia della Chiesa elementi Protestanti ed Ebraici.

[3] Il movimento neocatecumenale per lungo tempo ha desiderato ricevere dalla Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti l’approvazione dei propri abusi liturgici. Ma in seguito a consultazioni con la Congregazione, fu il Pontificio Consiglio per i Laici ad approvare prima lo Statuto e poi il Direttorio Catechetico e le pratiche non liturgiche. Il decreto del 20 gennaio 2012, infatti, non ha nulla a che vedere con le “innovazioni” liturgiche del Cammino Neocatecumenale, che dovrebbero essere immediatamente terminate perché sono contro le leggi universali della Chiesa e contro la pratica della Chiesa.

[4] Il Concilio di Trento (1545–1563) dichiarò come dogma di fede, in opposizione alla concezione Protestante, che il Sacrificio della Santa Messa comprende un elemento propiziatorio (Enchiridion Symbolorum Denzinger-Schönmetzer, nr. 1743, 1753, cioè la sess. XXII, in particolare il cap. II). Il sacrificio è stato ordinato da Cristo stesso. Non è semplicemente commemorazione, glorificazione e rendimento di grazie, ma un vero sacrificio propiziatorio per i vivi e per i defunti. Tuttavia il fatto che la Messa è un vero sacrificio non significa che deve essere ripetuto esattamente il sacrificio di Cristo: la Chiesa non trasforma il sacrificio di Cristo in un sacrificio umano pagano. Il sacrificio della Santa Messa non è la replica del sacrificio della Croce, ma è l’unico sacrificio di Cristo reso presente sotto i segni sacramentali. In questo senso è “commemorazione”, in cui la realtà del sacramento stesso è presente (DS 1740). Cristo è lo stesso sacerdote nella Santa Messa così come sulla croce (DS 1743).

[5] La liturgia del Cammino Neocatecumenale non segue l’Ordinamento Generale del Messale Romano, né le altre norme liturgiche, ma contiene delle proprie “innovazioni”. La pratica liturgica del Cammino è zeppa di abusi: infatti il Vaticano ha richiamato il movimento neocatecumenale su problemi quali le omelie dei laici durante la Messa, il ballo dei fedeli durante la liturgia, il fatto di star seduti durante la ricezione della Santa Comunione, il passarsi di mano in mano un enorme calice col sangue di Cristo… Le norme sulla musica sacra vengono totalmente ignorate. Un altro problema è che il Cammino separa i fedeli dalla parrocchia e dalla Chiesa: la Santa Messa domenicale, già piena di abusi, viene celebrata di sabato sera come “messa privata” della comunità neocatecumenale, tipicamente non in chiesa ma in un posto profano, come le salette comunitarie.

[6] Il 13 giugno 313 Costantino promulgò l’Editto di Milano che terminò le persecuzioni dei cristiani e riconobbe il cristianesimo come una religione lecita nell’impero romano. Nel 315 terminò anche l’uso delle esecuzioni mediante crocifissione, e garantì alla Chiesa tutti i privilegi di cui già godevano le religioni pagane. Nel 321 Costantino dichiarò festivo il giorno della domenica. In qualità di monarca assoluto, permise lo stabilirsi di una base istituzionale per la Chiesa in tutto l’impero a partire dal 324: la struttura istituzionale della Chiesa e il suo rafforzarsi nel campo sociale e politico, così come l’alleanza fra trono e altare, vennero considerati dai Protestanti come una vittoria del paganesimo.

[7] La Humanae vitae è un’enciclica di Paolo VI promulgata il 25 giugno 1968 in cui viene riaffermato l’insegnamento tradizionale della Chiesa Cattolica riguardo l’amore coniugale, la paternità responsabile e il rifiuto di pressoché tutte le forme di controllo delle nascite.