Creare una distanza e un confine: la netta separazione tra Noi e loro

(a cura dellla Comunità Militante Furor)

Le scene del fantoccio di Mussolini appeso a testa in giù in una piazza di Macerata lo scorso 25 aprile ci fanno sorridere. Più guardiamo quelle immagini, leggiamo le reazioni e percepiamo l’agitazione, l’odio, più ci rendiamo conto di essere altro.  

In quel gesto di puro teatro si intrecciano i più bassi umori della massa e la frustrazione di vite accecate da un odio distruttivo.

In quel gesto, in quel singolo istante in cui è stata scattata la foto, si può leggere la netta separazione tra loro e Noi, tra agitazione ed equilibrio, tra odio e Pietas. Due modi di concepire la vita agli estremi. Noi non viviamo le nostre vite in una ideale suburra dove ristagnano ed esplodono gli istinti più bestiali, non ci nascondiamo nella massa, non gioiamo delle sconfitte, del dolore, della morte fisica. Noi calchiamo con passo sicuro e deciso i grandi viali dell’urbe, alla luce del sole, con animo sereno e imperturbabile.

Noi siamo quelli che amano, in maniera virile e schietta. Noi siamo quelli che hanno un profondo rispetto verso il sacro e divino, agiamo ogni giorno con gioia compiendo ogni azione come se fosse una preghiera.

Loro sono la generazione dell’odio, dei senzaDio, dell’umiliazione del nemico, della vigliaccheria e della frustrazione. Noi siamo il per il colpo giusto e secco, noi siamo a difesa dell’Idea, sul fronte della Tradizione, dalla parte della luce.