(Geo)Politica, Articoli

Grande Sostituzione: in Italia numeri da record

Un recente studio dimostra che il 2017 è stato un anno straordinario per l’erogazione della cittadinanza ai cosidetti “nuovi italiani”, leggasi immigrati extraeuropei. Un terzo, aprite bene le orecchie, ha meno di 15 anni: una sicura ipoteca sul futuro identitario del Belpaese. Il nostro Paese, infatti, con questi numeri si classifica come il 1° in Europa per i nuovi cittadini. Fra questi, i più numerosi sono i cittadini di origine albanese ed è la Lombardia a registrarne di più. Benvenuti nell’Italia del futuro.

(www.repubblica.it) – 01/06/2018 – Nuovi italiani, nel 2017 è record di acquisizioni di cittadinanza

Un terzo ha meno di 15 anni. Il nostro Paese è il primo in Europa, i più numerosi sono i cittadini di origine albanese ed è la Lombardia a registrarne di più. Quasi la metà è di religione musulmana. I dati elaborati dalla fondazione Ismu.

ROMA – Nel 2017 il numero di acquisizioni di cittadinanza italiana ha toccato un nuovo record. L’anno scorso i nuovi cittadini hanno toccato quota 224mila e un terzo di loro ha meno di 15 anni. Il dato, rielaborato dalla Fondazione Ismu sulla base dei rilevamenti Istat, è stato reso noto in occasione della festa della Repubblica del 2 giugno, per sottolineare che la multiculturalità è ormai una realtà anche nel nostro Paese.
L’Istituto di Iniziative e studi sulla multietnicità è un ente di ricerca scientifica indipendente, impegnato dal 1993 nella diffusione di una corretta conoscenza dei fenomeni migratori. Sottolinea che negli anni precedenti al 2017 il numero dei nuovi cittadini è cresciuto in modo costante. Si è passati infatti dai 65mila del 2012 ai 101mila del 2013, ai 130mila del 2014, per arrivare ai 178mila nel 2015 e ai 202mila nel 2016. In totale, negli ultimi sei anni, i nuovi cittadini sono stati 900mila (cifra che sale a 1,1 milioni se consideriamo l’ultimo decennio).

Un su tre è under 15
Nel 2016 (ultimi dati disponibili), dei 202mila nuovi cittadini, 64mila erano minori di 15 anni (quasi uno su tre). Inoltre va sottolineato che i neoacquisiti alla cittadinanza italiana di quest’ultimo decennio, essendo molto spesso giovani, hanno senz’altro contribuito alla nascita di bambini con nazionalità italiana (appunto perché figli di genitori divenuti italiani).
L’Italia è di gran lunga al primo posto in Europa per numero di acquisizioni di cittadinanza. Nel 2015 e nel 2016 (ultimi dati disponibili) l’Italia risulta al primo posto in Europa per numero di acquisiti alla cittadinanza: le nostre 380mila nuove acquisizioni sono il 40 per cento in più rispetto a quelle del Regno Unito (268mila) o della Spagna (265mila), seguite da Francia (233mila), Germania (223mila) e Svezia (110mila). Ed è probabile, sottolinea Ismu, che le 224mila acquisizioni di cittadinanza avvenute nel solo 2017 in Italia confermeranno o rafforzeranno questo primato.
Diventa italiano un migrante ogni 25
Per quanto riguarda l’incidenza sulla popolazione straniera residente, si calcola che nel 2016 l’Italia abbia dato la cittadinanza al 4,01 per cento degli stranieri residenti (uno su 25). Il dato è inferiore all’incidenza registrata in Croazia (9,71 per cento), Svezia (7,93 per cento) e Portogallo (al 6,46 per cento), mentre è superiore ai valori registrati in Germania (1,30 per cento, dove però non si è mai raggiunto neanche l’1,7% nell’ultimo decennio) e nel Regno Unito (2,65 per cento), ma anche in Spagna e nei Paesi Bassi (3,42 per cento in entrambi questi due stati).
Nel 2016 sono ancora gli albanesi i più numerosi a diventare italiani con 37mila neocittadini, seguiti da marocchini (35mila), romeni (13mila) e indiani (10mila). Per quanto riguarda la Romania, invece, nonostante siano necessari meno anni di presenza in Italia per ottenere la cittadinanza, il numero relativamente basso di neocittadini italiani si spiega sia con un flusso migratorio più recente sia con una minor necessità di diventare italiani in quanto già comunitari: solo l’1,11 per cento dei romeni residenti in Italia al 1° gennaio 2016 è divenuto italiano durante l’anno.
Record in Lombardia
Nel 2016 la Lombardia è al primo posto sia per numero assoluto di nuovi cittadini (54mila), sia per aumento percentuale (+18,5 per cento rispetto al 2015), con dati quasi quadruplicati dal 2012 al 2016: da 14mila infatti si è passati appunto a 54mila unità. Dietro la Lombardia si colloca il Veneto, con 29mila acquisizioni di cittadinanza nel 2016 (+13,6 per cento rispetto al 2015), ovvero tre volte e mezzo rispetto a quelle registrate nel 2012, anno in cui erano poco più di 8mila. Seguono l’Emilia-Romagna, con 25mila acquisizioni nel 2016 (contro le più di 8mila nel 2012), il Piemonte (20mila acquisizioni nel 2016 contro 6mila nel 2012, la Toscana (14mila acquisizioni nel 2016 contro 5mila nel 2012), il Lazio (12mila), e le Marche (8mila).
Al primo posto i marocchini
Tra i neocittadini dell’ultimo decennio i più numerosi sono quelli di origini marocchine. È possibile stimare inoltre gli acquisiti alla cittadinanza per nazionalità di origine nel decennio 2006-2017. Al primo posto ci sono i marocchini (216mila, pari al 19,1 per cento degli acquisiti alla cittadinanza italiana in totale in Italia nell’ultimo decennio), poi gli albanesi (189mila, pari al 16,6per cento, i romeni (70mila, pari al 6,2 per cento), gli indiani (42mila, pari al 3,7 per cento), i bangladeshi (37mila, pari al 3,3 per cento), i tunisini (34mila, pari al 3,0 per cento), i pachistani (33mila, pari al 2,9 per cento), i macedoni (32mila, pari al 2,8 per cento) e i brasiliani (26mila, pari al 2,3 per cento).
Un su tre è under 15
Nel 2016 (ultimi dati disponibili), dei 202mila nuovi cittadini, 64mila erano minori di 15 anni (quasi uno su tre). Inoltre va sottolineato che i neoacquisiti alla cittadinanza italiana di quest’ultimo decennio, essendo molto spesso giovani, hanno senz’altro contribuito alla nascita di bambini con nazionalità italiana (appunto perché figli di genitori divenuti italiani).
L’Italia è di gran lunga al primo posto in Europa per numero di acquisizioni di cittadinanza. Nel 2015 e nel 2016 (ultimi dati disponibili) l’Italia risulta al primo posto in Europa per numero di acquisiti alla cittadinanza: le nostre 380mila nuove acquisizioni sono il 40 per cento in più rispetto a quelle del Regno Unito (268mila) o della Spagna (265mila), seguite da Francia (233mila), Germania (223mila) e Svezia (110mila). Ed è probabile, sottolinea Ismu, che le 224mila acquisizioni di cittadinanza avvenute nel solo 2017 in Italia confermeranno o rafforzeranno questo primato.
Diventa italiano un migrante ogni 25
Per quanto riguarda l’incidenza sulla popolazione straniera residente, si calcola che nel 2016 l’Italia abbia dato la cittadinanza al 4,01 per cento degli stranieri residenti (uno su 25). Il dato è inferiore all’incidenza registrata in Croazia (9,71 per cento), Svezia (7,93 per cento) e Portogallo (al 6,46 per cento), mentre è superiore ai valori registrati in Germania (1,30 per cento, dove però non si è mai raggiunto neanche l’1,7% nell’ultimo decennio) e nel Regno Unito (2,65 per cento), ma anche in Spagna e nei Paesi Bassi (3,42 per cento in entrambi questi due stati).
Nel 2016 sono ancora gli albanesi i più numerosi a diventare italiani con 37mila neocittadini, seguiti da marocchini (35mila), romeni (13mila) e indiani (10mila). Per quanto riguarda la Romania, invece, nonostante siano necessari meno anni di presenza in Italia per ottenere la cittadinanza, il numero relativamente basso di neocittadini italiani si spiega sia con un flusso migratorio più recente sia con una minor necessità di diventare italiani in quanto già comunitari: solo l’1,11 per cento dei romeni residenti in Italia al 1° gennaio 2016 è divenuto italiano durante l’anno.
Record in Lombardia
Nel 2016 la Lombardia è al primo posto sia per numero assoluto di nuovi cittadini (54mila), sia per aumento percentuale (+18,5 per cento rispetto al 2015), con dati quasi quadruplicati dal 2012 al 2016: da 14mila infatti si è passati appunto a 54mila unità. Dietro la Lombardia si colloca il Veneto, con 29mila acquisizioni di cittadinanza nel 2016 (+13,6 per cento rispetto al 2015), ovvero tre volte e mezzo rispetto a quelle registrate nel 2012, anno in cui erano poco più di 8mila. Seguono l’Emilia-Romagna, con 25mila acquisizioni nel 2016 (contro le più di 8mila nel 2012), il Piemonte (20mila acquisizioni nel 2016 contro 6mila nel 2012, la Toscana (14mila acquisizioni nel 2016 contro 5mila nel 2012), il Lazio (12mila), e le Marche (8mila).
Al primo posto i marocchini
Tra i neocittadini dell’ultimo decennio i più numerosi sono quelli di origini marocchine. È possibile stimare inoltre gli acquisiti alla cittadinanza per nazionalità di origine nel decennio 2006-2017. Al primo posto ci sono i marocchini (216mila, pari al 19,1 per cento degli acquisiti alla cittadinanza italiana in totale in Italia nell’ultimo decennio), poi gli albanesi (189mila, pari al 16,6per cento, i romeni (70mila, pari al 6,2 per cento), gli indiani (42mila, pari al 3,7 per cento), i bangladeshi (37mila, pari al 3,3 per cento), i tunisini (34mila, pari al 3,0 per cento), i pachistani (33mila, pari al 2,9 per cento), i macedoni (32mila, pari al 2,8 per cento) e i brasiliani (26mila, pari al 2,3 per cento).
Le religioni
Secondo recenti stime, la Fondazione Ismu rileva come presumibilmente metà degli italiani con background straniero sia di religione islamica (il 49,4 per cento, 560mila unità), con un’incidenza superiore a quella tra gli stranieri in Italia. I musulmani hanno cioè recentemente acquisito la cittadinanza italiana in misura relativamente superiore a quanto abbiano fatto i cristiani e gli altri gruppi religiosi. Metà dei musulmani neoitaliani sono marocchini (210mila, pari al 37,5 per cento dei musulmani neoitaliani complessivi) o albanesi (87mila, pari al 15,4 per cento), seguiti da tunisini, bangladeshi e pachistani (gruppi ciascuno formato da 30-34mila neoitaliani musulmani, con un’incidenza totale complessivamente del 17,0 per cento) e poi a senegalesi, macedoni ed egiziani (gruppi a loro volta di numerosità stimabile in circa 21mila unità a testa, per un’incidenza totale ulteriore dell’11,3 per cento). Seguono kosovari (12mila, 2,3 per cento), algerini (10mila, 1,8 per cento) e cittadini della Bosnia-Erzegovina (9mila, 1,7 per cento).

Un su tre è under 15
Nel 2016 (ultimi dati disponibili), dei 202mila nuovi cittadini, 64mila erano minori di 15 anni (quasi uno su tre). Inoltre va sottolineato che i neoacquisiti alla cittadinanza italiana di quest’ultimo decennio, essendo molto spesso giovani, hanno senz’altro contribuito alla nascita di bambini con nazionalità italiana (appunto perché figli di genitori divenuti italiani).
L’Italia è di gran lunga al primo posto in Europa per numero di acquisizioni di cittadinanza. Nel 2015 e nel 2016 (ultimi dati disponibili) l’Italia risulta al primo posto in Europa per numero di acquisiti alla cittadinanza: le nostre 380mila nuove acquisizioni sono il 40 per cento in più rispetto a quelle del Regno Unito (268mila) o della Spagna (265mila), seguite da Francia (233mila), Germania (223mila) e Svezia (110mila). Ed è probabile, sottolinea Ismu, che le 224mila acquisizioni di cittadinanza avvenute nel solo 2017 in Italia confermeranno o rafforzeranno questo primato.
Diventa italiano un migrante ogni 25
Per quanto riguarda l’incidenza sulla popolazione straniera residente, si calcola che nel 2016 l’Italia abbia dato la cittadinanza al 4,01 per cento degli stranieri residenti (uno su 25). Il dato è inferiore all’incidenza registrata in Croazia (9,71 per cento), Svezia (7,93 per cento) e Portogallo (al 6,46 per cento), mentre è superiore ai valori registrati in Germania (1,30 per cento, dove però non si è mai raggiunto neanche l’1,7% nell’ultimo decennio) e nel Regno Unito (2,65 per cento), ma anche in Spagna e nei Paesi Bassi (3,42 per cento in entrambi questi due stati).
Nel 2016 sono ancora gli albanesi i più numerosi a diventare italiani con 37mila neocittadini, seguiti da marocchini (35mila), romeni (13mila) e indiani (10mila). Per quanto riguarda la Romania, invece, nonostante siano necessari meno anni di presenza in Italia per ottenere la cittadinanza, il numero relativamente basso di neocittadini italiani si spiega sia con un flusso migratorio più recente sia con una minor necessità di diventare italiani in quanto già comunitari: solo l’1,11 per cento dei romeni residenti in Italia al 1° gennaio 2016 è divenuto italiano durante l’anno.
Record in Lombardia
Nel 2016 la Lombardia è al primo posto sia per numero assoluto di nuovi cittadini (54mila), sia per aumento percentuale (+18,5 per cento rispetto al 2015), con dati quasi quadruplicati dal 2012 al 2016: da 14mila infatti si è passati appunto a 54mila unità. Dietro la Lombardia si colloca il Veneto, con 29mila acquisizioni di cittadinanza nel 2016 (+13,6 per cento rispetto al 2015), ovvero tre volte e mezzo rispetto a quelle registrate nel 2012, anno in cui erano poco più di 8mila. Seguono l’Emilia-Romagna, con 25mila acquisizioni nel 2016 (contro le più di 8mila nel 2012), il Piemonte (20mila acquisizioni nel 2016 contro 6mila nel 2012, la Toscana (14mila acquisizioni nel 2016 contro 5mila nel 2012), il Lazio (12mila), e le Marche (8mila).
Al primo posto i marocchini
Tra i neocittadini dell’ultimo decennio i più numerosi sono quelli di origini marocchine. È possibile stimare inoltre gli acquisiti alla cittadinanza per nazionalità di origine nel decennio 2006-2017. Al primo posto ci sono i marocchini (216mila, pari al 19,1 per cento degli acquisiti alla cittadinanza italiana in totale in Italia nell’ultimo decennio), poi gli albanesi (189mila, pari al 16,6per cento, i romeni (70mila, pari al 6,2 per cento), gli indiani (42mila, pari al 3,7 per cento), i bangladeshi (37mila, pari al 3,3 per cento), i tunisini (34mila, pari al 3,0 per cento), i pachistani (33mila, pari al 2,9 per cento), i macedoni (32mila, pari al 2,8 per cento) e i brasiliani (26mila, pari al 2,3 per cento).
Le religioni
Secondo recenti stime, la Fondazione Ismu rileva come presumibilmente metà degli italiani con background straniero sia di religione islamica (il 49,4 per cento, 560mila unità), con un’incidenza superiore a quella tra gli stranieri in Italia. I musulmani hanno cioè recentemente acquisito la cittadinanza italiana in misura relativamente superiore a quanto abbiano fatto i cristiani e gli altri gruppi religiosi. Metà dei musulmani neoitaliani sono marocchini (210mila, pari al 37,5 per cento dei musulmani neoitaliani complessivi) o albanesi (87mila, pari al 15,4 per cento), seguiti da tunisini, bangladeshi e pachistani (gruppi ciascuno formato da 30-34mila neoitaliani musulmani, con un’incidenza totale complessivamente del 17,0 per cento) e poi a senegalesi, macedoni ed egiziani (gruppi a loro volta di numerosità stimabile in circa 21mila unità a testa, per un’incidenza totale ulteriore dell’11,3 per cento). Seguono kosovari (12mila, 2,3 per cento), algerini (10mila, 1,8 per cento) e cittadini della Bosnia-Erzegovina (9mila, 1,7 per cento).