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Video | “Become more human”: in un videogioco ci spiegano come ci vogliono

L’appiattimento e la manipolazione mentale passa anche dai videogiochi.
Agendo, infatti, sui ragazzi, le cui menti sono più condizionabili, le piattaforme di giochi multimediali rappresentano senz’altro una delle prime armi volte a distorcere la storia o portare visioni sovversive della realtà, sia essa presente o futura.
E’ questo il caso di “Detroit: become human”.
 
Ambientato nel 2038, il giocatore veste i panni di uomini trasformati in androidi dalla coscienza e la memoria resettabili e intercambiabili a seconda del lavoro che il sistema vuole che essi svolgano.
La natura più profonda ed essenziale dell’uomo viene quindi letteralmente scavalcata e sostituita da esseri di metallo tecnologici la cui identità, se così può essere definita, dipende da una programmazione di un chip.
 
Questa non è una storia, questo è il nostro futuro.” è la frase pronunciata proprio da un androide all’inizio del gioco.
Semplice presentazione di quest’ultimo, o un terribile avviso alle generazioni future?