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Heliodromos | Quello che deve essere fatto

a cura di Heliodromos

(www.heliodromos.it) – 07/06/2018 – Nulla ormai ci può salvare dalla rovina di un mondo che si sta organizzando per schiacciare gli ultimi residui di libertà, di libera scelta e che riesce a trasformare, come un camaleontico processo inverso, le vittime in carnefici e i carnefici in vittime. La verità è segregata ormai nelle celle d’isolamento tenuta a guardia dagli sgherri che rispondono ai nomi di viltà e opportunismo, travestiti da concetti quali pragmatismo e politicamente corretto, sorvegliati dalla menzogna che si è insediata su un trono vermicolare costituito da tutte le bassezze umane. Menzogna che tiene ben custodite le chiavi, pronta al minimo segno di pericolo che possa smascherare le sue imposture, a scatenare i suoi cani da guardia, addestrati e condizionati da alcune parole d’ordine – antisemitismo e antifascismo sono le più tangibili – fanatici difensori di una ingiusta visione della libertà, e sicuri di una totale impunità nel poter colpire, a comando, chiunque tenti di contestare il dominio della tirannia che si sta instaurando.

Una tirannia che li nutre e li protegge, che tiene nell’ombra la sua mano insanguinata, mentre commissiona i lavori sporchi più clamorosi, utilizzando i propri killer per quelle missioni invisibili quali eliminare un avversario pericoloso e “ripulire” le scene del crimine creando falsi indizi, onde recidere qualsiasi legame possa far risalire ai mandanti. I manipolatori rimangono nell’ombra e ne emergono solo i burattini che essi hanno deciso di manovrare. E noi ci affanniamo a parteggiare per questo o quel fantoccio che, indifferente e nel pieno disprezzo del nostro volere, si muoverà, sempre e comunque, secondo i fili del suo burattinaio.

Cosa importa se i popoli si disgregano, attaccati simultaneamente su due fronti. Dall’interno, attraverso suggestioni che annichiliscono la parte migliore della sua coscienza e esaltano un individualismo smodato che nella sua recita quotidiana, trova giustificazione al suo sopravvivere inseguendo il possesso di quella tecnologia confezionata dal sistema per “occuparlo” e “distrarlo” dalla ricerca di qualsiasi autentica spiritualità. Dall’esterno, tramite l’invasione del terzo mondo, pianificata e diretta dalle ONG, bracci economico-culturali nati per spezzare i vincoli nazionali e diffondere i germi di quella falsa uguaglianza che disarma governi e istituzioni: piano globale per incoraggiare – usando il concetto di un grande uomo della Tradizione quale J. Evola – il melting pot, ossia poltiglia razziale di meticciato amorfa, senza radici e obbediente come greggi di allevamento. Contemporanea a questo fenomeno, avanza la graduale soppressione delle differenze culturali, dei costumi, dei cibi, della lingua. Ormai sradicati da legami quali patria, suolo, famiglia, si sta incrinando perfino l’identità sessuale, nella sua naturale differenziazione maschio-femmina, che viene negata con sempre maggior protervia dai poteri forti instillando a dosi crescenti il veleno di un’omosessualità che non è più contestabile né discutibile; per far questo si tende a confondere i ruoli di maschio e femmina fin dall’infanzia, indifferenti alla possibilità di provocare turbamenti psichici, nevrosi e gigantesche crisi di identità in quei fanciulli che, tavole ancora vergini sulle quali incidere i concetti,  pendono dalle parole degli adulti nelle cui mani sono affidati. Questo è uno dei peggiori crimini contro l’umanità, che non trova nessuno che lo stigmatizzi o lo condanni e sia pronto a perorare la difesa dei milioni di innocenti che non hanno la possibilità di difendersi.

Per questi motivi e per l’impossibilità a contrastare questa marea gigante che è pronta a travolgerci, con il nostro consenso, dovremmo essere pronti ad abbandonare tutto ciò che abbiamo costruito, per cui abbiamo lottato una vita. Ma quanti siamo disposti a rinunciare totalmente alle proprie comodità costruite giorno dopo giorno, anche semplicemente per crearci un angolo di riposo, ove ricaricare le nostre deboli energie, in risposta al quotidiano esaurimento psico-fisico?

Ci torna in mente il concetto che il nostro Maestro Gaetano soleva ribadire nelle nostre accese discussioni propositive: «gli Ateniesi sanno ciò che si deve fare, ma solo gli Spartani fanno ciò che si deve fare.» Dunque, tra il ritenere idealmente di essere pronti, distaccati dalle contingenze, liberi di adattarsi a qualsiasi evento possa verificarsi e la possibilità di essere proiettati di colpo in un futuro oscuro, in uno scenario apocalittico di sopravvivenza, siamo convinti che ci sia un baratro molto difficilmente attraversabile. Un baratro che solo una modificazione radicale del nostro essere potrebbe, forse, riuscire a superare in una contrazione del nostro meschino e piccolo io, per coloro che riuscissero a spiegare le ali dello spirito e poter lanciarsi a volo, attraversando il vuoto del nulla per approdare con il proprio Sé alle terre ferme della rinascita dalle quali iniziare il lungo e faticoso cammino verso la Luce.

Ma per tutti quelli che non riusciremo a spiccare il volo e resteremo nelle paludi del mondo ormai in rovina, questa luce data dai primi può sempre mantenerci nella giusta direzione, sfuggendo al rischio di essere inghiottiti dalle sabbie mobili dell’esistenza?