In memoriam | Niccolò Giani

20 Giugno 1909

Niccolò Giani apparteneva alla categoria dei mistici per i quali è bello vivere se la vita è nobilmente spesa ma è più bello morire se la vita è donata all’Idea.

Arnaldo Mussolini fu il suo Maestro: da Arnaldo imparò che prima di agire e costruire è necessario elevarsi, purificare il proprio spirito, affinare il proprio carattere; allora soltanto si potrà essere certi che l’azione sarà feconda e l’edificio sicuro. Da Arnaldo imparò che per conoscere, giudicare e guidare gli altri è prima indispensabile conoscere bene se stessi, punire inesorabilmente i propri difetti, affinare incessantemente le proprie virtù: allora soltanto si potrà aspirare all’onore del comando. Da Arnaldo imparò che solo il sacrificio può suscitare le operi grandi e buone e distruggere le cose piccoli e vili. Ciò che non costa non vale; ciò che non procura fatica e sofferenza non dura; quanto è al di fuori di noi non conta; gli onori, le cariche, le ricchezze sono effimere e caduche cose. Quello che importa è quanto è dentro di noi, perché è nostro e nessuno potrà mai portarcelo via, neanche a strapparci la carne viva di dosso.

Essere se stessi in ogni momento, rimanere se stessi sempre: ecco la più alta conquista degli uomini.

(tratto dal volume antologico di Niccolò Giani, Mistica della Rivoluzione Fascista)