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Nemeton. Guida pratica agli sport del coraggio (Catanzaro) – Recensione (09.06.18)


dalla Comunità Militante Furor

“Cosa spinge un ragazzo, dopo una giornata faticosa ad allenarsi in palestra”? “A cosa serve realmente praticare uno sport”? “Qual è lo scopo di Nemeton”? Abbiamo provato a dare una risposta a queste domande sabato 9 giugno nella sede della Comunità Militante Furor di Catanzaro.

 Alessandro Manzo, coautore del testo, e Matteo Colnago, atleta che incarna lo spirito di Nemeton e che nel mese di Ottobre partirà per una scalata dell’Himalaya, sono riusciti a schiarirci le idee. I due hanno affrontato in modo chiaro e schietto i temi presenti nel libro, senza mai nascondere le difficoltà incontrate nella iniziale raccolta delle idee e la successiva stesura del lavoro. L’approccio allo sport come modello per affrontare la vita, questo il tema principale. Il quotidiano, la routine vissuta con la stessa tensione che si ha durante l’ascesa ad una parete a tremila metri di quota o il lancio in paracadute. Il Se che domina l’io in qualunque ambito della vita. Una persona fatta in un determinato “modo”, si troverà bene in alcuni ambienti, indipendentemente dal fatto che sia stanco o riposato, è indispensabile mantenersi fermi e lucidi, sempre.

Affrontando uno sport, come nelle attività quotidiane, si vivono prevalentemente due stati d’animo: coraggio e paura. Entrambe caratterizzano l’esistenza e il modo di affrontare tutte le sfide di un uomo “forte”; infatti la parola coraggio significa “agire col cuore”. Per quanto riguarda la paura invece bisogna pur sempre ricordarsi che “è lecito avere paura, ma la paura non può mai avere l’ultima parola”, non ci si può mai far sopraffare da istinti prettamente emozionali che potrebbero paralizzarci.

Nemeton nell’antichità era un luogo sacro, il santuario delle popolazioni celtiche. Oggi la piattaforma multimediale Nemeton Media vuole fare riemergere la visione dello sport che crei una dimensione profonda verso la propria esistenza. Al giorno d’oggi purtroppo siamo chiusi all’ interno di una “comfort zone”, ovvero una prigione mentale, una gabbia d’oro, fatta di abitudini consolidate e sicurezza sociale, che ci porta a vivere la vita con uno slancio limitato e orizzontale. Praticare uno sport del coraggio e donare quest’ultimo ad un’entità superiore, è il miglior modo per uscire dalla comfort zone e vivere la vita su un asse verticale, che ci innalzi sempre più in alto.

Nemeton lo consigliamo a tutti, sportivi e non. È obbligatorio darsi una forma, abbandonare le comodità borghesi e trovare il proprio centro. La vita è come un ring, una vetta o come il portellone aperto di un aereo a quattromila metri di quota. La cosa che conta veramente è superare i propri limiti e nulla più.

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