La Sapienza: meno qualità, più trans

La Sapienza, storica università romana, oramai da anni decaduta, è piena di problemi: infrastrutture, mancanza di servizi, aule stracolme, docenti introvabili, caporalati e baronati, etc. Ma anziché pensare a risolvere questi problemi, cosa fa la dirigenza dell’università? Ma che domande, un bel doppio libretto universitario per i trans! Queste sono le priorità, queste le cose importanti… Così, anche gli studenti che non possono seguire le lezioni, perché non ci sono nemmeno posti in piedi, saranno comunque felici e soddisfatti, perché nella loro università ci sono i doppi libretti del progresso e dell’avanguardia sociale! Auguri!

www.tpi.it – 06.07.2018 – Il doppio libretto per gli studenti trans sarà approvato dal senato accademico dell’Università La Sapienza a settembre.

La conferma dell’ateneo arriva dopo che, nei giorni scorsi, Gay Center, Azione Trans e alcune associazioni studentesche avevano denunciato che la proposta era stata bocciata dal senato accademico.

“Il Senato accademico si è espresso in modo molto positivo sul tema del doppio libretto universitario per la carriera “alias”, programmando l’approvazione definitiva del relativo regolamento nella prima seduta di settembre, al fine di consentire ulteriori modifiche migliorative al testo a garanzia della riservatezza e della privacy degli studenti”, ha chiarito il 5 luglio una nota dell’ateneo La Sapienza.

“Gli organi di governo dell’Ateneo hanno dato prova di essere sensibili alle tematiche riguardanti l’identità di genere in molte occasioni e che in particolare sulla doppia carriera universitaria per gli studenti in transizione di genere sono impegnati concretamente”, prosegue la nota.

Il doppio libretto permette agli studenti trans di essere identificati con il genere corrispondente al loro aspetto, anche senza  aver intrapreso necessariamente il percorso di transizione.

Le associazioni che ne hanno proposto l’adozione attribuiscono al libretto un valore identificativo importante per i transessuali perché “consente loro di essere identificate con il nuovo nome durante l’appello o gli esami, evitando quelle situazioni di umiliazione che portano le persone trans ad abbandonare gli studi”.

Tra gli atenei che hanno già adottato il doppio libretto ci sono l’Università Tor Vergata di Roma, Catania, Torino, Milano, Padova, Verona, Bologna, Bari, Napoli, Urbino, Trento, Pavia, Siena, Caserta.

Dall’associazione Gay Center arriva però un’obiezione: approvare il doppio libretto a settembre vuol dire che “si perde un altro anno accademico”.

Qui sotto la nota di Prisma, il Collettivo LGBTQIA+ dell’Università La Sapienza

::: IL DOPPIO LIBRETTO RIMANDATO A SETTEMBRE, ORA PARLIAMO NOI! :::

Il 3 luglio, il Senato Accademico dell’Università La Sapienza ha discusso del “doppio libretto”. Apprendiamo dalla stampa notizie non corrispondenti alla realtà dei fatti e proposte che rischiano di inficiare e far fare passi indietro ad un lavoro all’avanguardia che portiamo avanti da mesi e che ha già ottenuto notevoli risultati.

Vogliamo rassicurare, invitando ad informarsi correttamente ed a non diffondere speculazioni strumentali, che il regolamento sul doppio libretto non è stato bocciato, ma solo rimandato a settembre per ulteriori chiarimenti e accertamenti burocratici, a cui prenderemo sicuramente parte e che contribuiremo a risolvere con la massima serietà e il massimo impegno, attraverso il lavoro del rappresentante degli studenti in Senato Accademico di Link Sapienza e Prisma.

 

Da qualche mese, facciamo parte di una commissione che aveva il compito di redigere un regolamento da presentare al Senato. La commissione ha terminato il proprio lavoro con un regolamento molto all’avanguardia, che garantisce la possibilità di usufruire del doppio libretto senza intraprendere o aver intrapreso necessariamente il percorso di transizione, come invece richiedono tutti gli altri Atenei d’Italia.

Il Senato Accademico, il 3 luglio, ha però rimandato la decisione a settembre, essendo emersi ulteriori elementi burocratici e tecnici da chiarire.

Saremo comunque in tempo ancora utile per poterlo attuare già a partire dall’anno accademico 2018/2019.

E’ chiaro che la superficialità e la fretta con cui l’Amministrazione ha gestito la cosa ne abbiano inficiato l’approvazione, avendo questa rinunciato a vagliarne tutti i dettagli tecnici e burocratici, ma ci siamo assicurati che lo slittamento per chiarire i nuovi aspetti in commissione (a cui parteciperemo attivamente come facciamo già dall’inizio del percorso) non creerà ulteriori disagi e che si possa comunque partire dal prossimo anno accademico ad usufruire del doppio libretto con un regolamento all’avanguardia e che tuteli i diritti delle persone trans.