Cuib Femminile | Nel buio, la luce

a cura del Cuib Femminile Raido

La vita ci sorprende ancora una volta. Dal più triste degli eventi, la gioia più grande. Una donna, una mamma, riesce a dare alla luce il suo piccolo, frutto del suo amore incondizionato, sfidando l’oblio del coma. Il bimbo nasce, vince il suo travaglio, la sua prima battaglia per la vita, cioè quella per venire al mondo. Le funzioni cognitive della sua mamma forse sono interrotte, forse il suo cervello non lo sa quale esperienza meravigliosa ella abbia vissuto. Ma il suo cuore, quello che ha pulsato ininterrottamente per nove mesi, che ha sfidato il buio del coma e ha lottato per la vita, forse… Forse il suo cuore lo sa. Ci sono cose che sono troppo grandi per essere capite e anche solo contenute dal nostro cervello umano. L’amore di una madre è Amore, indefinitamente grande per essere spiegato anche dalla scienza. Gli occhi di questa donna si sono aperti durante il parto, i medici li hanno visti. Ma se avessero potuto, siamo certi che avrebbero visto anche il suo cuore riempirsi di luce e di gioia.

repubblica.it – 15.06.2018 – Una donna di 33 anni di Mantova in coma da tre mesi e mezzo ha miracolosamente dato alla luce una bambina con peso e funzioni vitali del tutto normali. Lo riporta questa mattina la Gazzetta di Mantova. È successo ieri all’ospedale Carlo Poma di Mantova. La neonata, venuta alla luce all’ottavo mese sta bene  e solo per precauzione è stata ricoverata in terapia intensiva neonatale sotto stretta osservazione. Anche la madre ha superato bene l’intervento, durato oltre due ore e adesso è ricoverata in unità terapia intensiva coronarica per il monitoraggio post parto. Fuori dalla sala operatoria c’erano il padre e la nonna della neonata.

La partoriente era stata colpita da un improvviso arresto cardio-circolatorio tre mesi fa e ricoverata nell’ospedale di Pieve di Coriano, nel Mantovano. Subito dopo, aveva avuto un ictus con conseguenti danni di natura neurologica. Da quel momento vive in uno stato di coma leggero che le impedisce di parlare e di rendersi conto di quanto le accade attorno. A fine maggio, approssimandosi la data del parto, era stata trasferita all’ospedale di Mantova.

Il parto è stato seguito da un’équipe di 30 persone tra medici, infermieri e tecnici guidata dal ginecologo Giampaolo Grisolia. Durante l’intervento la donna, sottoposta ad anestesia spinale, ha più volte aperto gli occhi senza però parlare. Segnali che, secondo i medici, non danno tuttavia la certezza che possa aver preso coscienza di essere diventata mamma