Quando l’arte incontra l’alchimia: apre a Roma “Trasmutazioni”, prima mostra di Gabriele Marconi

Pubblichiamo con grande piacere la recensione della mostra d’arte di Gabriele Marconi.
*** La mostra è visibile fino al 31 luglio, presso la galleria Evasioni Art Studio, nella centralissima Via de’ Delfini 23, vicino Piazza Margana a Roma. Ingresso gratuito. ***

La tradizione popolare vede nella figura dell’alchimista una sorta di mago capace di mutare il rozzo metallo in oro. In realtà, la trasmutazione è qualcosa di molto più nobile e ambizioso: l’alchimista non è altro che l’Uomo intento a evolvere e trasformare la sua “macchina biologica”, emanando intorno a sé un magnetismo che agisce in maniera benefica su coloro che lo circondano: il Fuoco interiore “brucia”, trasmutando appunto.

La trasmutazione del Piombo in Oro a opera del Fuoco, quindi, non è altro che la metafora di una ascesi spirituale. Ma Il passaggio può anche essere inverso e riguardare un percorso che porta dal mondo delle Idee a quello della Materia, purché la si nobiliti. E’ proprio quello che un artista può realizzare, ancora oggi.

Questo è quanto realizzato dallo scrittore e musicista Gabriele Marconi che, attraverso la mostra “Trasmutazioni”, dimostra appunto come elementi grezzi della natura possano elevarsi a opere d’arte e di design. Il tutto, in un dialogo costante con i suoi archetipi e riferimenti letterari, ma anche con le opere delle artiste Kristina Milakovic e Giulia Spernazza.

Abbiamo visitato la mostra di Gabriele Marconi che, nella veste di “Artifex”, ci ha accolto fra le sue opere esposte. Alcune, particolarmente significative per i loro significati più profondi, meriterebbero un approfondimento a parte.

E’ il caso dell’opera Atikram Fiamma che, fra tutte, è forse quella che più colpisce il visitatore. Atrikam è un vocabolo sanscrito che indica il sorpassare, l’andare oltre e deriva dalla radice indoeuropea AT = si muove tremolante, fiamma.

E Atikram è il nome di questa lampada che ripropone la potenza suggestiva della fiamma che illumina la notte, così come il fuoco interiore dà luce ed energia al nostro cambiamento, al nostro andare oltre.

Qui la fiamma è ottenuta da un sapiente assemblaggio di foglie d’agave: il sole le ha lignificate, privandole della linfa vitale con la potenza del proprio calore, ma l’artista le ha trasformate in una magica rappresentazione di quel fuoco cosmico che le aveva seccate.

La particolarità e l’essenzialità dell’artista sta anche nel processo selettivo delle materie prime (tutte naturali) che andranno poi a comporre l’opera e, anche, nel processo artistico e costruttivo (da “artifex”, appunto) di questa. Marconi, infatti, interviene pochissimo, quasi nulla, su pezzi che poi assembla: non li spezza, non li deforma, non li pittura né li tratta per mutarne colore o proprietà. Tutto è già “in potenza” nella materia che, poi, “in atto”, l’artista non fa altro che liberare, dandole forma compiuta. Ed ecco che, così, un mazzo di foglie d’agave raccolta a Giannutri può essere trasformata, nell’immediatezza dell’abbraccio dell’artista con cui si accinge a portarle in studio, già trasformata nell’opera finale (Atikram, in questo caso).

Qual è l’ispirazione che porta lo scrittore di saghe di successo come quella delle ‘Stelle Danzanti’ a ‘trasmutare’ elementi della natura in oggetti d’arte e di design?

“La trasmutazione – spiega Marconi – è il più alto approdo della ricerca alchemica. Raggiungere quel traguardo significa percorrere una strada lunga e difficile, nella quale l’adepto si trova di fronte a prove e sfide che necessitano di capacità, arti e volontà. Capacità che vanno al di là di quelle note e che spesso esulano (apparentemente) dalle virtù proprie dell’operatore. Lo stesso, in un certo senso, vale per la scrittura”.

Perché la scelta di elementi naturali?

“L’elemento naturale, in Trasmutazioni, assume nuove forme e testimonia il percorso dell’Artifex, capace di legare con materiali industriali e di design come il plexiglas ad una foglia seccata dal sole o un legno portato dal mare, creando un manufatto evocativo e nuovo. Pezzi unici che nascono da una visione, dalla ricerca e dal lavoro artigianale. Proprio come la materia che si trasforma – sempre – riflettendo l’evoluzione dello spirito umano”.