Magliette rosse e memoria corta: il pacifismo mainstream e le guerre imperiali.

Tanti, in buona fede o meno, hanno aderito all’iniziativa delle magliette rosse contro la chiusura dei porti. Ebbene, anche loro sono complici, ne siano coscienti o no, del più imponente traffico di schiavi del XXI secolo.
(www.pergiustizia.com) – 19/07/2018 – di Angela Lano
Magliette rosse e memoria corta: il pacifismo mainstream e le guerre imperiali.

Di Angela Lano.

Magliette rosse contro l’emorragia umanitaria: è il nuovo slogan che ha invaso siti di giornali e social network. Su whatsapp, FB, messenger, i cittadini che seguono spesso l’onda – molti dei quali in totale buon cuore -, hanno intasato di messaggi le reti sociali per dare appuntamento nelle piazze, ma soprattutto davanti alle fotocamere dei PC, gli italiani ancora dotati di “umanità”.

E’ un’altra piccola “rivoluzione” virtuale colorata, una delle tante partite dall’Establishment, o dai suoi attigui militanti mainstream per far scattare una campagna contro il governo nemico di turno.

Generalmente gli internauti, lettori veloci e superficiali di tutto, e spesso non informati veramente su cause storico-geopolitiche e effetti dei fenomeni di cui sono spettatori, reagiscono di “pancia” a ogni stimolo, soprattutto se proveniente da ambienti considerati “alternativi”, poco importa se parte essi stessi del “sistema” e definiti “radical chic” o “al caviale” dai loro critici.

Ci si domanda, non senza un certo stupore impotente: chi ha mandato a parenti, amici, conoscenti o perfetti sconosciuti migliaia di messaggi sulle magliette rosse indossate lo scorso sabato 7 luglio per dimostrare ancora di “avere umanità”, sa che siamo di fronte a una delle più imponenti tratte di esseri umani, dopo il lungo e terribile periodo di schiavismo e colonialismo in Africa?

Ci sono gruppi, network, mafie, qaedisti, organizzazioni e anche qabile di aree nordafricane e subsahariane impegnate in questo lucroso business. Ne parlano da anni l’ONU e giornali di geopolitica come le Monde Diplomatique e vari altri.

E’ un Traffico di nuovi schiavi da ammassare nelle strade, nei campi, nelle aziende europee, da destinare alla prostituzione e al mercato della droga.

E’ un fenomeno complesso, perché a fronte di chi fugge da situazioni di guerra, persecuzione, povertà, molti altri sono indotti a migrare da organizzazioni criminali che, attraverso collaborazioni con qabile e gruppi di jihadisti locali, inducono giovani di cittadine e villaggi di stati subsahariani a raggiungere l’Europa. La dinamica è simile alla tratta che negli anni ’90 portò migliaia di ragazzine nigeriane in Europa (soprattutto in Italia) costringendole alla prostituzione.

E’ evidente, dunque, che è necessario capire chi è vittima della Tratta, in un modo o nell’altro, e chi fugge da situazioni drammatiche nel proprio paese. In entrambi i casi, però, le organizzazioni criminali giocano un ruolo da protagoniste nel “trasferimento” di queste persone dall’Africa all’Europa.
Si veda, dunque, che non basta mettersi la maglietta rossa, accendere candeline o fare i girotondi che sollevano la coscienza, fanno sentire in sintonia con il mainstream, ecc.

Gli esseri umani emigrano perché la loro terra è invasa, occupata, in guerra, sfruttata dalle multinazionali occidentali (magari quelle che, poi, finanziano anche ONG e associazioni umanitarie), sotto dittatura o quant’altro.

Migrare è un diritto, ma migrare perché altri occupano la nostra terra o la sfruttano a tal punto che non si riesce a viverci, o perché coalizioni di criminali occidento-arabi hanno deciso di spazzare via paesi interi, come nel caso libico, è ben altra cosa. Così come lo è se si è indotti a migrare da organizzazioni criminali, o se si è vittime della Tratta dei nuovi Schiavi.

Si capisce che è differente e che ci si trova di fronte a un fenomeno poliedrico, complesso e eticamente e umanamente pericoloso e che le magliette e le candeline rosse non servono a niente?

Viene da chiedere ai militanti da selfie su FB: dove eravate, nel 2011, quando la NATO, la Francia, la Gran Bretagna e tutta la coalizione di guerrafondai bombardava la Libia riducendola da stato con il più alto tenore di vita di tutta l’Africa al Caos totale di oggi? Oppure quando veniva destabilizzata la Siria e invasa dalle orde qaediste e del Daesh?
Dove eravate quando le bande arrivate in Libia da mezzo mondo brutalizzavano, massacravano, torturavano migliaia di cittadini neri dell’Africa subsahariana che lavoravano e vivevano nel territorio libico, con il pretesto che fossero mercenari?

Nella Libia pre-2011 c’erano quasi un milione di lavoratori africani subsahariani. Vi siete mai chiesti che fine abbiano fatto?

Ovviamente sono domande che non raggiungeranno mai il grande pubblico di seguaci di personaggi della TV, che approfittano di questioni drammatiche per mettersi in mostra – mai ce ne fosse stato bisogno.

Ricordiamo, tuttavia, che prese di posizioni forti, come quelle che riportiamo qui di seguito su Libia e Siria, hanno orientato, forse, milioni di cittadini:

“Esultiamo della caduta di Gheddafi [..] Per questo il messaggio arriverà forte e chiaro da Tripoli a Damasco. Già trema Bashar al Assad, perché la fine di Gheddafi conferma imminente la sua. [..] Abbiamo sentito opporre argomenti uno dopo l’altro per negare che bisognasse impegnarsi dalla parte degli insorti di Bengasi per consentire la deposizione di Gheddafi. [..] Ne sarebbe scaturita una secessione della Cirenaica indipendente dalla Tripolitania. Il ritorno alle guerre tribali d’epoca precoloniale. L’instaurazione di un regime islamico qaedista. L’esodo (biblico!) di profughi a centinaia di migliaia. Tutte balle.

Il pacifismo di destra che si è contrapposto all’impegno lodevole della Nato, di Obama, di Cameron, di Sarkozy, [..]”. (Qui l’articolo di Lerner: http://www.gadlerner.it/2011/08/23/dedicato-ai-cinici-che-volevano-tenersi-il-rais/).

Gli “intellettuali e artisti” mainstream nazionali e internazionali, con mano sulla bocca per denunciare l’attacco al gas nervino a Douma, in Siria, come commentano ora i risultati della missione d’inchiesta dell’OPCW sull’uso di armi chimiche che sbugiardano le loro menzogne?

(https://www.opcw.org/news/article/opcw-issues-fact-finding-mission-reports-on-chemical-weapons-use-allegations-in-douma-syria-in-2018-and-in-al-hamadaniya-and-karm-al-tarrab-in-2016/).

La propaganda veicolata da tanti solleciti intellettuali nostrani e internazionali pro-guerre imperiali ha legittimato moralmente gli attacchi della Francia, della Gran Bretagna e degli USA contro la Siria, che hanno causato morti innocenti, devastazione e esodo di massa. La stessa cosa era avvenuta nel 2011 con la Libia.

Questi “umanitari” delle bombe democratiche ora cosa dicono? Niente. Si mettono le magliette rosse e invitano a svegliare le coscienze, quelle che loro e i loro colleghi, insieme agli ormai illegibili giornali mainstream, avevano contribuito ad addormentare pochi anni prima. Non c’è dunque limite alla deriva teatrale immorale della cosiddetta informazione di massa, che altro non è che una macchina per creare tanti automi non-pensanti che scattano a molla a ogni azione da social network, possibilmente colorata.

Invitiamo, invece, a riflettere sulle cause degli effetti umanitari, e politici, disastrosi che abbiamo sotto gli occhi in questi anni, immigrazione di massa compresa: della immane tragedia in corso da ormai sette anni nel Mediterraneo hanno responsabilità la Francia, la Gran Bretagna, gli USA e la NATO, e i loro alleati dell’islamismo politico internazionale; la sinistra guerrafondaia e imperialista; vari stati arabi.

Sette anni fa, molte delle nobili anime che ora piangono di fronte ai naufragi e alle morti di tanti innocenti, bimbi compresi, erano a favore della democrazia da esportazione in Libia e in Siria. Quella “democrazia” che ha aperto le porte dell’inferno mediterraneo.

Ma come? Si voleva portare la civiltà, i “diritti umani” con tonnellate di bombe all’uranio impoverito senza creare un terrificante effetto a catena?

Queste belle anime non conoscono la legge di Causa e Effetto, o III Legge della Dinamica? A ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria. Di altrettante vaste proporzioni.

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Video e articoli.

Qui di seguito alcuni link a video (molti crudi), sul traffico di migranti, sulla  situazione umanitaria in Libia e sul trattamento che le milizie arabe in Libia riservano ai cittadini neri dell’Africa subsahariana.

Detained by Militias: Libya’s Migrant Trade (Part 1): https://www.youtube.com/watch?v=h3f380cYlPM

Migranti in mano alle milizie, che rispondono solo ai loro capi. Migranti come business e potere.

Kidnapped and Sold: Libya’s Migrant Trade (Part 2)

https://www.youtube.com/watch?v=aCCuOgxv8FU

Milizie arabe obbligano immigrati neri a mangiare le loro bandiere (Shocking video: Libyan rebels cage black Africans, force-feed them flags)

https://www.youtube.com/watch?v=L4icorYD_mE

E poi: Libya’s Dirty Secret Massacre Of Blacks Libyan in Tawergha by Racist Arabs

https://www.youtube.com/watch?v=LsnsVHFQL4Q

LIBYA Analysis: The Racist Lie Of “Black African mercenaries” led To Brutality, Lynching, Death: https://www.youtube.com/watch?v=5wtuWsBq9u4&t=359s…

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Articoli:

How Libya holds the key to solving Europe’s migration crisis

https://www.bbc.com/news/world-africa-44709974

Le vere ragioni dell’immigrazione africana: il furto della terra:

https://raiawadunia.com/le-vere-ragioni-dellimmigrazione-africana-il-furto-della-terra/

OPCW Issues Fact-Finding Mission Reports on Chemical Weapons Use Allegations in Douma, Syria in 2018 and in Al-Hamadaniya and Karm Al-Tarrab in 2016

https://www.opcw.org/news/article/opcw-issues-fact-finding-mission-reports-on-chemical-weapons-use-allegations-in-douma-syria-in-2018-and-in-al-hamadaniya-and-karm-al-tarrab-in-2016/

Un ángel libio llamado Mahamad

https://politica.elpais.com/politica/2018/07/03/actualidad/1530637140_399872.html?id_externo_rsoc=TW_CM