venerdì 14 dicembre 2018
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L’Onu ammazza Parmigiano, Olio e Prosciutto

Per proseguire la distruzione della nostra economia, con cavilli burocratici e viscide imposizioni calate dall’alto, ora l’Onu equipara la triade Parmigiano-Olio-Prosciutto, eccellenza gastronomica italiana e solo italiana, alle sigarette. Avete capito bene! Un panino con prosciutto e parmigiano, come una sigaretta di tabacco. E sulle confezioni di questi prodotti vorrebbero apporre le etichette “NUOCE GRAVEMENTE ALLA SALUTE”: non è uno scherzo. Sono solo criminali.

(www.repubblica.it) – 19/07/2018 – Lotta Onu a grassi e sale: “Nuociono gravemente alla salute”. Ma nessuna etichetta per il parmigiano

Ma secondo fonti diplomatiche del Palazzo di Vetro: “Solo una dichiarazione politica”.

Prosciutto di Parma e Parmigiano reggiano come le sigarette. Il timore era che questi prodotti potessero ritrovarsi con tanto di immagini con la scritta: “Nuoce gravemente alla salute”. E preoccupazioni simili erano emerse per pizza, vino e olio d’oliva, il tutto nell’ambito di una politica dell’Onu e dell’Oms contro gli alimenti ricchi di grassi saturi, sale, zuccheri e contro l’alcool ed il fumo, al fine di ridurne il consumo e prevenire le malattie non trasmissibili. Parliamo di diabete, delle patologie cardiovascolari e dei tumori. Ma alla fine, da fonti diplomatiche del Palazzo di Vetro, è emerso che la riunione dell’Assemblea Generale dell’Onu del 27 settembre su queste patologie si concluderà semplicemente con una dichiarazione politica, da adottare per consenso, su cui sono in corso negoziati. Non sarebbe quindi prevista una risoluzione e un voto sull’ipotesi di aumentare le tasse e di applicare immagini dissuasive su questi prodotti made in Italy.
Tutto è nato da un report del giugno scorso, ‘Time To Deliver’, in cui l’Oms ha presentato una serie di possibili raccomandazioni ai Paesi per ridurre l’impatto negativo di questi cibi e migliorare la regolamentazione, fra le quali però non viene menzionata una maggiore tassazione, ad eccezione di quella su alcool e tabacchi, come invece era accaduto con una precedente proposta riguardo alle bibite dolci e gassate.
Nel documento, in cui si fa riferimento alla riduzione del sale anche tramite la fissazione di livelli nei prodotti alimentari e tramite campagne di informazione sui media, non erano esplicitamente menzionati i prodotti del made in Italy ma, secondo un’inchiesta del Sole 24 ore, sarebbero potuti finire nel mirino dell’Oms anche eccellenze del paniere agroalimentare italiano come il Parmigiano, il prosciutto, l’olio extravergine. Tutto questo per il numero di morti per malattie non trasmissibili di un terzo entro il 2030.

Un’evenienza che questa mattina ha suscitato una reazione immediata del ministro dell’Agricoltura, Gian Marco Centinaio. Se così fosse “siamo alla pazzia pura. Ritengono che facciano bene alla salute prodotti come la Coca Cola o altri perché light e poi ci condannano il Parmigiano o altri prodotti dell’enogastronomia italiana. Su questo faremo una battaglia molto dura” ha detto Centinaio.
Anche l’industria alimentare ha criticato l’ipotesi di un provvedimento Onu in questa direzione. Tramite l’Assica, l’Associazione Industriali delle Carni e dei Salumi, ha ricordato che “non esistono cibi buoni e cattivi quando viene incentivato un regime alimentare moderato e variegato, come del resto indica la stessa Dieta mediterranea”. In un tweet il presidente di Federalimentare Luigi Scordamaglia lamenta il rischio di avvisi di pericolo sulle confezioni su produzioni italiane: “Parmigiano, Prosciutto, pizza e olio nuocciono gravemente alla salute, come una sigaretta. #OMS e #ONU dichiarano guerra al diabete e alle malattie cardiovascolari con attacco strumentale e inaccettabile”.
Va però ricordato che anche se fosse stata adottata una risoluzione dell’Onu in questa direzione, non sarebbe stata automaticamente adottata una norma in Italia, perché non esiste un obbligo di recipimento dai governi nazionali. “Una risoluzione di questo tipo, sebbene non comporti l’obbligo di ricevimento da parte degli Stati Membri, – ha fatto notare in mattinata il presidente di Copagri Franco Verrascina – causerebbe un considerevole danno d’immagine all’agroalimentare nazionale; basti pensare, infatti, che a essere colpiti potrebbero essere il vino, l’olio d’oliva, il parmigiano reggiano e il prosciutto di parma, prodotti simbolo del made in Italy, conosciuti e apprezzati in tutto il mondo”.