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Facebook ti aprirà gli occhi se ce li hai chiusi nelle foto

Crollano in borsa le azioni di Facebook. E intanto il colosso di Zuckerberg sperimenta nuove forme, sempre più pervasive, di controllo. L’ultima: il social network ti “aprirà gli occhi” se vieni in foto con gli occhi chiusi.
I giornalisti italiani che dicono? Ovviamente, rilanciano entusiasti la notizia, perché “la tecnologia sta venendo incontro all’uomo”. Mentre invece si tratta dell’ennesimo attacco alla tanto decantata, quanto nei fatti negata, libertà.

(www.repubblica.it) – 28/07/2018 – Una ricerca di due ingegneri di Menlo Park interviene nel problema dei problemi: i soggetti che battono le palpebre proprio al momento dello scatto. Qualche problema con gli occhiali ma in altre situazioni il risultato è eccellente.

Sei uno di quelli che nelle foto viene sempre con gli occhi chiusi? Niente paura: presto Facebook li riaprirà per te. D’altronde l’obiettivo è incoraggiare le persone a condividere sempre più contenuti: e se quei contenuti non sono il massimo, si rischia di non pubblicarli. L’intelligenza artificiale dovrebbe ora venirci in aiuto.
 
Lo racconta un paper di ricerca appena diffuso nel quale una coppia di ingegneri di Menlo Park descrive un nuovo meccanismo che sfrutta le potenzialità del machine learning proprio per ritoccare gli occhi chiusi nelle immagini. Si tratta di un metodo in realtà ancora in fase iniziale di ricerca e dunque non c’è alcuna garanzia che questa funzionalità possa, prima o poi, finire davvero sulla piattaforma di Mark Zuckerberg. Nondimeno, dà l’idea dei fronti su cui si lavora e del modo in cui i nostri contenuti, ben oltre filtri e ritocchi, potranno essere fortemente modificati in pochi tocchi. Quasi al limite del fake, per certi versi.
 
Ci sono, è vero, numerose app e programmi di fotoritocco che possono rimuovere per esempio gli occhi rossi e un’infinità di altre imperfezioni del volto e non solo. E Adobe o Pixelmator stanno lavorando a strumenti sempre più sofisticati. Tuttavia non ce ne sono in grado di “rimetterci gli occhi a posto”. Attraverso una rete generativa specific, la generative adversarial network o Gan, la soluzione ideata da Facebook è in effetti quella già utilizzata per sfornare video fasulli con protagonisti politici o celebrità, per modificare il mete nei video o per disegnare abiti. Insomma, un battito di ciglia non sarà poi un grande problema.
 
Come sempre per l’AI occorre una fase di addestramento, in modo da comprendere come siano gli occhi del soggetto quando sono aperti. Il che, anche sotto il profilo della privacy, significherebbe consentire all’editor fotografico di Facebook di accedere a tutte le nostre immagini. Ci sono ancora molti problemi con gli occhiali o con angolazioni particolari ma l’effetto, con facce prese frontalmente, è oggettivamente indistinguibile dalla realtà.