Articoli, Attualità, In evidenza

La lezione del Tirolo: meno infrastrutture, più turismo

Ci giunge dal Tirolo una riprova controtendenza: meno si investe nel creare infrastrutture e beni materiali a servizio del turismo, più arriveranno turisti e appassionati. E’ proprio così: lasciare intatta la natura, il paesaggio, la culturale locale, così come i suoi tempi, le sue ‘lentezze’, le sue abitudini, tutela l’autenticità dei luoghi e delle tradizioni. Senza ascensori megaspaziali, centri commerciali di ferro e alluminio, autostrade di vetro, il Tirolo mantiene il suo sapore di montagna. E i turisti lo apprezzano. Tutto questo dovrebbe far riflettere gli amministratori della nostra Italia, sempre più deturpata da ‘mostri del progresso’, spesso marchette, tra ponti, grattacieli e asfalto ovunque. L’innovazione deve essere a servizio del territorio, quasi invisibile, per quanto possibile. E non il contrario.

(it.businessinder.com) – Il 15 ottobre 2017 i tirolesi, con un referendum, si sono espressi contro la candidatura di Innsbruck alle Olimpiadi invernali del 2026. Nella città di Innsbruck il fronte del no ha toccato il 67% dei votanti.

A maggio del 2018, Georg Willi è diventato il primo sindaco verde di Innsbruck avendo la meglio al ballottaggio contro la prima cittadina uscente Christine Oppitz-Plorer della lista civica popolare Für Innsbruck.

Nonostante il no alle Olimpiadi abbia importanti precedenti come Monaco di Baviera e il Cantone dei Grigioni in Svizzera, l’esito del referendum tirolese, insieme alla nuova amministrazione verde della città di Innsbruck, desta forte curiosità soprattutto in un Paese dove l’Ovp e l’Fpo, partiti di centro-destra e di estrema destra, hanno ottenuto la maggioranza dei voti alle ultime elezioni politiche del 2017.

Il Tirolo austriaco che ha detto no alle Olimpiadi invernali ha una forte vocazione turistica e un marketing potente e strutturato che ha fatto di Tirol un vero e proprio brand conosciuto da tutti gli appassionati di outdoor dei Paesi Europei confinanti, tra cui l’Italia.

Com’è possibile dunque che i tirolesi non abbiano colto l’opportunità di beneficiare del ritorno di immagine e di investimenti che generalmente si presume le Olimpiadi portino con sé?
Com’è possibile che gli uffici del turismo non abbiano spinto per ampliare la loro quota di mercato nel segmento dell’outdoor?

Perché proprio a Innsbruck, per la prima volta in assoluto in Austria, un esponente del movimento ambientalista diventa primo cittadino di una città capoluogo di Land?

Per cercare di capire dove stia il punto di equilibrio tra l’economia di una regione con una forte impronta turistica e l’evidente aspirazione della popolazione locale alla conservazione ambientale, abbiamo guardato nei numeri, trovando nell’ufficio marketing di Tirol grande collaborazione.
Le cifre parlano chiaro: secondo Tourismus-Satellitenkonto Tirol il turismo vale il 18% del Pil del Tirolo. L’importanza del settore outdoor in Tirolo è ben illustrata dal rapporto T-Mona che presenta i risultati di una ricerca sugli ospiti del Tirolo. Tra coloro che fanno del turismo nella regione, il 63% viene per fare escursionismo (era il 56% nel 2006), il 18% per l’alpinismo e l’8% per l’arrampicata sportiva rispetto al 3% del 2006.

Ma non basta: il dato più eclatante riguarda l’infrastrutturazione turistica del Land, il cui andamento è inversamente correlato alla crescita del Pil derivante dal turismo. 

Sempre i dati ufficiali attestano che gli investimenti totali in infrastrutture (funivie, impianti di innevamento artificiale, piste da sci) decrescono passando dai 350 milioni di euro del 2010-2011 ai 299 del 2016-2017. In particolare, per l’innevamento artificiale l’investimento è sceso da 82 a 68 milioni di euro e per le piste da sci la spesa è rimasta praticamente identica: 71 milioni di euro nel 2010-2011 e 70 nel 2016-2017.
A fronte di una riduzione degli investimenti materiali, il Tirolo ha incrementato la qualità di quelli immateriali e dato grande impulso alla mobilità da e verso i Paesi confinanti, stipulando accordi con le Ferrovie Federali Austriache, con la Deutsche Bahn tedesca e con la Swiss Federal Railways.
I progetti Bewusst Tirol e Agrarmarketing Tirol sono stati finalizzati a rafforzare la consapevolezza del territorio tra la popolazione locale, migliorando la ricettività diffusa e il margine economico sulla vendita di prodotti lattiero-caseari locali. 

Sono tutti indicatori di una direzione ben precisa verso la ricerca della sostenibilità ambientale che, in questo caso, va a braccetto con un benessere materiale e immateriale diffuso.

E’ chiaro che un caso singolo non può essere letto come un fenomeno universale, ma è altrettanto evidente che esistono le condizioni e soprattutto la domanda per sviluppare un’offerta attenta alle esigenze e alla sensibilità di un pubblico sempre più interessato a natura e identità dei luoghi, dei loro abitanti e dei loro prodotti.