Kolarov, il calcio e la terra natìa

 
 
 
 
 
 
 
 
 
Senza guardare a campanilismi calcistici, apprezziamo molto la sincerità di Aleksandar Kolarov, capitano della Serbia, che stigmatizza senza troppi giri di parole tutti quei calciatori, tra cui Marusic, che, seppur serbi, decidono di giocare per altre bandiere. E poi, quelle bandiere appartengono a fazioni contro cui sono state condotte guerre sanguinarie: il tutto per poter giocare in una nazionale?
Piuttosto che giocare in una nazionale che non ci appartiene, meglio starne fuori ma continuare a poter guardare a fronte alta la propria bandiera.

(www.gazzetta.it) – 05/09/2018 – Roma, Kolarov contro Marusic: “Come puoi giocare per il Montenegro se non sei nato lì?”

Il giallorosso sulla decisione del laziale di giocare per la nazionale montenegrina: “E’ triste se ha fatto questa scelta perché non pensava di far parte della Serbia, avendo poca fiducia in se stesso”.

Al derby di Roma mancano più di tre settimane, ma la sfida tra il romanista Kolarov e il laziale Marusic è già iniziata. Stavolta però le due squadre della Serie A non c’entrano, mentre c’entrano, con tutto quello che storicamente si portano dietro, Serbia e Montenegro. In conferenza stampa Kolarov, capitano della Serbia, interviene sulla scelta di Marusic (e del difensore Stojkovic) di giocare per la nazionale montenegrina e lo fa con parole che la stampa di Belgrado definisce “taglienti” e “senza peli sulla lingua”. Eccole: “Io ho giocato nella Lazio, poi sono andato in Inghilterra e sono tornato a Roma, alla Roma, perché sono un professionista, non sono un romano. Ma una Nazionale non funziona così: come puoi giocare per il Montenegro visto che non sei nato in Montenegro? O per l’Austria se non sei austriaco? E’ triste se hai fatto questa scelta perché magari non pensavi di far parte della Serbia, avendo poca fiducia in te stesso”.
 
DOPPIO DERBY — Marusic, 26 anni, è nato a Belgrado, gioca con il Montenegro da più di 3 anni e ha messo insieme una ventina di presenze. Kolarov invece, oltre ad essere il capitano, è uno dei punti fermi della nazionale serba, che non ha lasciato, nonostante abbia 33 anni, dopo il Mondiale in Russia. Finora in Serie A ha affrontato Marusic in due occasioni, durante i derby della scorsa stagione, vincendo una volta e pareggiando l’altra. Appuntamento adesso, per l’eventuale rivincita, al 29 settembre. E chissà che non sia solo Roma-Lazio, ma anche, un po’, Serbia-Montenegro.