Viva il Ministro credente

L’Espresso pubblica un’inchiesta sul fatto che il Ministro Fontana ogni mattina presto si reca in Chiesa per partecipare alla Messa con rito romano antico. I giornalai dell’Espresso volevano dipingere un mostro medievale e bigotto e, invece, ne è uscito il ritratto di un uomo semplice e normale (nell’accezione positiva dei termini), credente e ligio alla pratica religiosa nonostante le grandi responsabilità e i numerosi impegni che lo gravano per via del suo incarico ministeriale.
Leggete pure: le parole scandalizzate dell’Espresso fanno proprio sorridere, perché denotano la paura di chi ancora crede (in religioni legittime), di chi si impegna e di chi si dona.
(www.espresso.repubblica.it) – 26/09/2018 – «I gay sono istigati dal diavolo»: parla il prete consigliere del ministro Lorenzo Fontana

La guida spirituale (e politica) del leghista titolare del dicastero della Famiglia ha le idee chiare: l’omosessualità è un peccato voluto dal demonio, l’aborto un crimine, serve un’alleanza tra trono e altare. Su L’Espresso in edicola la rete di movimenti rezionari che sostengono l’assalto ai diritti civili del governo

«I gay sono istigati dal diavolo»: parla il prete consigliere del ministro Lorenzo Fontana

Leggi svuotate dei diritti acquisiti. Una strategia per riportare gli antichi valori cattolici in un’Europa smarrita. Un ministero creato ad arte dal carattere evocativo. Nel numero in edicola da domenica 23 settembre L’Espresso svela il lato mistico del Carroccio, legato a doppio filo con Burke, il cardinale anti Bergoglio. Una guerra silenziosa si sta combattendo con eserciti di preghiera che prendono d’assalto i cieli e ginocchia genuflesse. I crociati dall’Italia si spostano all’Europa, sino a stringere patti con il movimento populista dell’ex stratega della Casa Bianca, Steve Bannon. Ogni mattina, alle sette e un quarto, a pochi passi da palazzo Farnese, ponte Sisto e via Giulia, un uomo varca la porta dell’imponente chiesa della Santissima Trinità dei Pellegrini, si inginocchia e partecipa all’antico rito tridentino, la messa in latino che si celebrava prima della riforma liturgica fortemente voluta dalla Santa Sede dopo il Concilio Vaticano II. L’uomo che nella penombra si percuote il petto con il pugno in segno di contrizione per tutti i suoi peccati, è il ministro Lorenzo Fontana.

Terminata la solenne liturgia, si dirige dentro la sacrestia e incontra la sua guida spirituale, nonché consigliere fidato, don Vilmar Pavesi. Questo sacerdote, vestito con la tunica nera, per anni ha animato la vita politica veronese, benedicendo sedi di partito del Carroccio e lanciando castighi divini ogni volta che gli veniva impedito di celebrare cerimone reazionarie. Il prete pronuncia le sue sentenze terribili  protetto da un sorriso che non si spegne mai. «In questa Chiesa vengono solo uomini perché ci vuole uno sforzo mentale per seguire la messa in latino». E ancora: «I gay? Sono istigati dal diavolo, dietro ogni peccato di sensualità e lussuria c’è la mano del maligno». Per don Pavesi  l’aborto diventa un crimine, la civiltà necessita di una nuova alleanza tra trono e altare, bisogna tornate agli antichi regni italici e i migranti «non mi sembra scappino dalle guerre». Parole che lasciano perplessi, ancor di più se pronunciate da un prete che dovrebbe gridare dignità, perdono e carità, ma parla solo di gerarchia, dipendenza e legame.

Di questo padre brasiliano, amico non solo di Fontana ma anche di Matteo Salvini, non si è saputo nulla, eppure la sua chiesa, la santissima Trinità dei Pellegrini, è frequentata da politici di spicco e da quei porporati che mettono in discussione il pontificato di Francesco.

L’internazionale sovranista ha qui, nel cuore di Roma, tra madonne, crocifissi ed evangelisti, uno dei suoi nascosti punti di riferimento. Una rete che comprende il cardinale Raymond Leo Burke, il segretario di Ratzinger, Georg Ganswein e l’ultracattolico Steve Bannon, intenzionato a dirigere l’Europa. Intrighi, accademie finanziate con soldi che arrivano da oltreoceano e un passato che rende chiaro il futuro.