Cornelio Codreanu. Pensieri e massime di vita

Documenti per il Fronte della Tradizione – Fascicolo n. 18

di G. Dè Rossi Dell’Arno

40 pp.

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Riedizione, sotto una nuova veste, del fascicolo n.18, racchiuso per la prima volta in una speciale collana: “Fascismi Europei”. Dalla premessa:

Guido Dé Rossi Dell’Arno, tra i più validi interpreti del pensiero aristocratico in Italia, nel 1940 aveva raccolto i “pensieri e massime di vita” di C. Z. Codreanu, tratti dalle opere sino ad allora pubblicate in Italia ed edite dal Cuib romano Dacia per ordine dello stesso Capitano, che sono ora ripubblicate dall’Associazione Culturale Raido. Julius Evola, parlando dell’esperienza della Guardia di ferro, affermò: “Che io sappia, non esiste nessun altro movimento fascista che abbia inculcato nei suoi adepti un senso più profondo di dedizione personale e di sacrificio”.

Al centro di tutta l’azione, infatti era collocato il Sacro e il tentativo di ristabilire un collegamento effettivo tra l’uomo e la divinità, e questo obiettivo il legionario lo doveva costantemente tenere presente. La maggiore preoccupazione non era la conquista del potere o un buon risultato elettorale, ma l’edificazione di un Uomo Nuovo, un uomo che attraverso un autentico rinnovamento interiore doveva favorire la rinascita spirituale, e solo di riflesso sociale, del proprio popolo. Le sedi della Guardia di Ferro – i Cuib – diventarono, ben presto, delle scuole, dove ogni personalismo e ogni utilitarismo venivano estirpati e dove i legionari vivevano in semplicità e amore, diventando un’unità eroica invincibile.
La critica della democrazia liberale e del comunismo è in realtà la negazione di ogni egoismo e di ogni volgarità sin nelle piccole azioni quotidiane, dove la Legione oppone l’affermazione del cameratismo, lo spirito di sacrificio e la Fede in Dio.

Il Capitano Codreanu

La prassi politica venne intesa come momento strumentale per raggiungere come disse lo stesso Capitano “la conciliazione della stirpe romena con Dio “, poiché “l’uomo nuovo non è mai nato da un movimento politico, ma è sempre nato da una rivoluzione spirituale, da un grande cambiamento interiore”. Questa verità, si può ancor oggi ritrovare nel Capo di Cuib, il libro che insegna al militante ad essere tale, piccoli precetti se si vuole ovvii, ma che purtroppo in molte occasioni vengono dimenticati. Per questo motivo la Comunità Militante Raido nel riproporre questo scritto, vuole risvegliare nei propri militanti e simpatizzanti la tensione interiore che animò in quegli anni i Legionari Romeni.
La Guardia di Ferro rappresenta in questo secolo un’autentica milizia ascetica, il cui stile si caratterizzò per la totale adesione ai Valori tradizionali, ed ancor oggi quest’esperienza rappresenta un punto di riferimento per quanti vogliono rettificare la propria esistenza alla luce della Verità Tradizionale.

RAIDO