Lederman va a fare i conti con Dio

Una vita gettata a cercare la prova di Dio nella particella più minuscola della materia, a cercare nella materia quel Principio del Tutto. Nobel, premi ed encomi a un piccolo uomo che anziché leggere nella Natura e nel proprio Cuore i simboli di Dio, ha profuso sudore e impegno nella prova impossibile: ridurre Dio a una sub-particella molecolare.
Quanta miseria, per la quale occorre provare compassione: ora Lederman è morto.
E chissà se porterà il suo microscopio innanzi all’Infinito.

(www.repubblica.it) – 10/09/2018 – Il fisico statunitense Leon Max Lederman, Premio Nobel per la Fisica nel 1988 per i suoi studi sui neutrini, appassionato divulgatore scientifico che ha coniato il termine “particella di Dio”, è morto ieri all’età di 96 anni a Rexburg, città nello stato dell’Idaho. L’annuncio della scomparsa è stato dato dal Fermi National Accelerator Laboratory (Fermilab), che ha sede a Batavia, vicino a Chicago, di cui Lederman è stato direttore dal 1978 al 1989. Era professore emerito dell’Illinois Institute of Technology ed è stato professore (1989-92) alla University of Chicago. Nel 1991 è diventato presidente dell’American Association for the Advancement of Science.

Lederman ha fornito contributi fondamentali alla fisica sperimentale delle particelle elementari. Nel 1961 ha rivelato per la prima volta i neutrini associati ai muoni (la cui esistenza era stata prevista teoricamente), realizzando un fascio di neutrini ottenuti dal decadimento di mesoni prodotti dal protosincrotrone di Brookhaven. Nel 1977 ha scoperto la particella Y, aprendo la via alla fisica del quark b. Per le ricerche sul neutrino ha ricevuto nel 1988 con Melvin Schwartz e Jack Steinberger il Nobel. Nel 1992 è stato insignito dal Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti d’America del Premio Enrico Fermi.

Lederman è noto anche per aver coniato il neologismo presente nel titolo del suo libro del 1993, “La particella di Dio. Se l’Universo è la domanda, qual è la risposta?” (tradotto in italiano da Mondadori nel 1995), in riferimento al bosone di Higgs, poi scoperto ufficialmente nel 2012. Assieme a David Schramm ha scritto “Dai quark al cosmo” (Zanichelli, 1991). Per Bollati Boringhieri, assieme a Christopher Hill, ha pubblicato “Fisica quantistica per poeti” (2013) e “Oltre la particella di Dio. La fisica del XXI secolo” (2015).