“Ragazza di colore rifiutata da un ristorante”. Ma è davvero andata così?

Strana faccenda quella che ha fatto impazzire i social negli ultimi giorni: la giovane Haitiana Judith Romanello pare sia stata rifiutata ad un colloquio di lavoro a causa del suo colore della pelle. Immediata la reazione di perbenisti, antirazzisti e persone di colore di tutta Italia (mica poche) che hanno gridato allo scandalo; ed altrettanto immediata la solita pantomima da tragedia greca messa in atto dal politicante di turno, in questo caso il sindaco di Venezia, che chiede immediatamente scusa a nome di tutta la comunità (eccezion fatta per il cattivo ristoratore razzista, of course). 
Tralasciando i soliti piagnistei, una grossa mano nel far chiarezza in quanto accaduto ce l’ha data Serenella Bettin che, nel tentativo di vederci più chiaro, contatta la ragazza maltrattata per porle alcune domande riguardanti l’identità del ristoratore: e qui c’è l’inghippo. A quanto pare Judith non ricorda il nome del ristoratore, nemmeno quello del ristorante e, per di più, il suo I-phone ha eliminato in automatico, dal registro, le chiamate effettuate verso il numero del datore di lavoro.  Insomma, “a pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca”… non sarà mica la solita fake-news di supporto al disegno immigrazionista? Stendiamo un velo pietoso e nel frattempo speriamo che anche queste storielle spariscano da sole.

(www.ilgiornale.it) – 10/09/2018 – Venezia, ragazza di colore rifiutata: ecco tutto quello che non torna.

Un messaggio vocale getta dubbi sull’intera vicenda. “L’iPhone mi ha cancellato tutto”.

Nessun nome del ristorante, nessun nome del ristoratore e nessun numero. Perché? Perché l’iPhone ha cancellato le chiamate. Allora siccome ci piace andare a fondo nelle cose, vi raccontiamo il caso della ragazza dei Caraibi Judith Romanello che sarebbe stata respinta al colloquio di lavoro perché di colore.

La ragazza, vent’anni, nata ad Haiti ma cresciuta in Veneto e adottata da una famiglia di Spinea nel veneziano, la settimana scorsa sarebbe andata a un colloquio di lavoro, avrebbe incontrato questo ristoratore che, vedendola, le avrebbe detto: “Ah ma sei nera? Non voglio persone di colore perché ai miei clienti potrebbe far schifo che tu tocchi i loro piatti e non va tanto neanche a me”. Così lui prende e se ne va. Lei rimane basita anzi “di merda” e decide di raccontare la sua esperienza su Facebook.

 

Per farlo il 4 ottobre scorso posta un video alle 16 e 3 minuti. “Vi chiedo 3 minuti del vostro tempo – scrive Judith – Voglio che per un attimo vi mettiate nei miei panni. Scoprirete che abbiamo smesso di evolvere. Stiamo tornando indietro”. Così non solo denuncia la sua – a detta di lei – terribile esperienza ma dice pure che questi episodi ai suoi amici capitano spesso. Anche a lei sarebbe già capitato e una volta un’altra signora di colore le avrebbe detto: “Cosa tiaspetti? Siamo in Italia”.

Dopo il (presunto) caso di Judith, sul web si è scatenato un putiferio. La gente si scandalizza, grida contro l’odio, il razzismo, la violenza, perfino il sindaco della città lagunare Luigi Brugnaro prende le difese della ragazza definendo l’episodio assurdo discriminatorio, il fantomatico ristoratore un cretino e scusandosi pure a nome della città. Una denuncia del genere rimbalza come una pallottola impazzita e così abbiamo deciso di contattare la ragazza. La cerchiamo su Facebook, le chiediamo cosa è accaduto e ci scambiamo i numeri di telefono. Lei ci chiede se può mandarci dei vocali, noi acconsentiamo.

E questo il suo vocale: “Ciao scusami l’audio lungo che ti farò però è abbastanza lunga però cercherò di fare molto in sintesi. Ero su Subito (Subito.it,ndr) e ho visto questo numero di telefono di uno che cercava una cameriera. Però, uno nell’annuncio non c’è scritto il nome del ristorante però io ho chiamato lo stesso perché cercava una cameriera. Lui era felice di vedermi, forse dall’accento da come mi parlava non aveva capito che ero nera insomma, anche se sono italiana alla fine perché è da anni che vivo qua. E quindi è successo che ci siamo trovati al Ponte delle Guglie, abbiamo detto ci troviamo al Ponte delle Guglie per dopo andare al ristorante. Appena mi ha visto, quel giorno pioveva, stavo tirando fuori la mano dalla giacca per presentarmi, lui mi ha bloccata, mi ha guardato schifata, non mi ha dato la mano, non si è presentato, e quindi non so il suo nome e o cognome e mi ha detto quelle robe là, mi ha detto che il fatto che io fossi nera poteva far schifo ai clienti, che poteva non andar bene ai clienti, che a loro poteva far schifo che io tocchi i loro piatti e che a lui non va tanto bene e quindi apposto così, ciao e se n’è andato. Io sono rimasta lì ferma come un baccalà e dopo me ne sono andata via anch’io, e questo è successo in sintesi”.

(Ascolta l’audio)

Ok, ma il ristoratore? Si sa chi è? Il suo numero? “Il punto è che io sono abbastanza nella merda passami il termine – ci risponde lei – perché in primis non c’è il numero del ristorante sull’annuncio però non è quello il problema. Il punto è che, whatsapp no cosa dico whatsapp, l’iPhone cancella le chiamate meno recenti e quindi ha cancellato anche il suo numero oltre a quelli che avevo fatto quel giorno, cioè lunedì”.

Ok. Abbiamo quindi un annuncio che non si sa che annuncio sia. Così ci siamo registrati anche noi su Subito.it e nonostante sia molto rigoroso come sito, c’è un solo annuncio per Venezia città con una richiesta dove compare il numero di cellulare. Ma in questo caos, abbiamo anche un ristorante di cui non sappiamo il nome. La ragazza, infatti, non ricorda nemmeno il nome del ristoratore con cui si è incontrata. E in più un iPhone che cancella le chiamate meno recenti. (Noi in memoria abbiamo ancora quelle del 26 settembre scorso e lei dice di aver chiamato lunedì 1 ottobre).

Judith alla fine del suo video ha lanciato un appello: “Spero che questo possa far riflettere perché veramente stiamo tornando indietro. Con questo vi auguro buona giornata”. Ma a noi viene da dire: eh sì, buona giornata. Ma cosa è successo davvero?