Bergoglio contro i sicari in camice bianco

(a cura del Cuib Femminile Raido) –

Ancora una volta l’argomento è l’aborto, topic doloroso, scomodo, politicizzato, odiato e odioso. 

 

Ma questa volta non siamo stati noi a intavolare la discussione, bensì Bergoglio, che finalmente – tra il pro-immigrazionismo e l’ambientalismo – si è espresso contro una pratica così diffusa, assumendosi il rischio di una “deminutio” di popolarità.

In sostanza Bergoglio ha paragonato l’interruzione volontaria di gravidanza all’assunzione di un sicario, in quanto entrambe animate dalla volontà di risolvere un problema a valle di un calcolo di opportunità. “La violenza e il rifiuto della vita nascono in fondo dalla paura. L’accoglienza dell’altro, infatti, è una sfida all’individualismo”. Colpiti e affondati, tutti, il resto sono alibi ben costruiti.

Approfittiamo dello spunto di riflessione per trasmettere un messaggio positivo. Accogliere un figlio fuori programma, fuori budget o addirittura con gravi disabilità È POSSIBILE. È difficile e doloroso, richiede spirito di sacrificio e tanta fede. Accogliere veramente un figlio non è mai facile – alcune volte è un’impresa davvero eroica – ma non è nemmeno impossibile. La paura di cui parla Papa Francesco è enorme e l’ostacolo in alcuni momenti sembra gigantesco, ma quella paura PUÒ essere vinta e trasformarsi in coraggio attraverso l’Amore e, per chi ha la fortuna di averla, la fede. 
Non dimentichiamo, infine, che vi è anche una responsabilità sociale in questa pratica di morte.

Osserva giustamente Bergoglio che “i genitori, in questi casi drammatici, hanno bisogno di vera vicinanza, di vera solidarietà, per affrontare la realtà superando le comprensibili paure. Invece spesso ricevono frettolosi consigli di interrompere la gravidanza. Che è un modo di dire per far fuori qualcuno”. 
Che dire? Senza illuderci, questa volta Bergoglio ci è piaciuto.