Repubblica.it: excusatio non petita, infamità manifesta

a cura della Redazione di Azione Tradizionale –

Parafrasiamo il messaggio che, dopo le accuse di Salvini, quei fenomeni di Repubblica.it inseriscono al termine di ogni loro articolo.

“Noi non siamo un partito *meglio per voi: se lo foste, prendereste percentuali ridicole, come quelle dei radicali, che comunque restano lì foraggiati da massoni e plutocrati*, non cerchiamo consenso *diciamo che non sapete come cercarlo visto che vi affidate ai Saviano’s ma la gente vi odia e non acquista il vostro giornale*, non viviamo di stipendi pubblici *se viveste di quelli, la vostra sarebbe certamente una esistenza meno losca*, ma stiamo in piedi grazie ai lettori *le vostre mamme e le vostre nonne?* che ogni mattina ci comprano in edicola *la carta di giornale serve sempre in casa, per pulire vetri o asciugare le scarpe*, guardano il nostro sito *soprattutto le pagine con le donnine coi seni al vento* o si abbonano a Rep: *per Natale, forse vi facciamo anche noi questo regalo, saremo più buoni*. Se vi interessa continuare ad ascoltare un’altra campana *a morto, quella del vostro giornaletto…*, magari imperfetta e certi giorni irritante *diremmo squallida*, continuate a farlo con convinzione *sì, perché ci mettete di buon umore, pagliacci*.”