“In alto i cuori!” – recensione (27/10/2018)

Sabato 27 ottobre 2018 presso la sede della Comunità Militante Raido, si è svolto l’evento “In alto i cuori! L’esempio di una gioventù che non si arrese”. Ospite della giornata Maurizio Rossi, autore della prefazione del romanzo “L’ultima raffica”. Pubblicato dalla casa editrice Passaggio al Bosco Edizioni, come già dicemmo nella recensione dedicata questo testo non è un giallo o un romanzo fantastico, ma rappresenta piuttosto una cronaca romanzata dell’eroica resistenza degli ultimi fascisti: giovani eroi volontari delle Brigate nere, chiamati a presidiare una casolare fra le montagne del nord Italia.

Se oggi siamo qui a parlare di questi uomini, è soprattutto perché avendo vissuto lo spirito assoluto del fascismo, essi sono riusciti a vivere incarnando quei valori e quei principi tradizionali come l’onore, la fedeltà, la lealtà, il sacrificio e l’eroismo. Cuori puri che nonostante la loro giovanissima età, hanno vivificato quei valori attraverso il loro agire. Del resto, è evidente come in quegli anni si sia assistito ad un vero e proprio risveglio delle coscienze.

Dimostrazione tangibile di tutto questo è infatti la Repubblica Sociale Italiana, non per la sua organizzazione politica, sociale o economica, bensì per quell’ondata di sacrificio, lealtà ed eroismo che hanno contraddistinto quei ragazzi guidati dal senso dell’onore, del dovere e dell’appartenenza. Questa è una weltanschauung e non un’ideologia. Se l’ideologia si limita, infatti, ad agire come una scatola chiusa sull’organizzazione sociale, la visione del mondo invece agisce sull’uomo. Ed il fascismo di fatto non ha mai nascosto di avere come primo obiettivo la creazione dell’“uomo nuovo”.

Dopo l’introduzione a cura della Comunità Militante Raido, la parola è poi passata a Maurizio Rossi. L’ospite della giornata, dopo una doverosa parentesi riguardante la vita di Antonio Guerin, autore del romanzo che ha dedicato interamente la propria esistenza per la militanza, ci ha introdotto in quello che è lo “spirito” di questo libro. Nei dialoghi tra questi ragazzi, sette giovani squadristi delle Brigate nere, ciò che emerge chiaramente e colpisce più di ogni altra cosa è la saldissima ed incrollabile fede dimostrata nei confronti dell’Idea. Le vicende che si snodano all’interno del romanzo interessano l’intervallo di tempo che va dal 24 aprile 1945 fino agli ultimi giorni di quel mese, ed è in questo arco temporale che questi giovani instaurano un sincero e leale rapporto di fratellanza cameratesca che coltivano e vivono sino all’ultimo respiro della loro esistenza.    

C’è chi ha diciannove anni ed è il veterano della squadra, il più piccolo ne ha quattordici, ma tutti sanno (più o meno consapevolmente) che il giuramento fatto non può essere rinnegato attraverso un vile atto di ritirata. Alla meschinità borghese di chi sceglie la via del tradimento, quei piccoli grandi eroi contrappongono la scelta di chi percorre la via dell’onore, del dovere, del dono incondizionato. Subiscono l’attacco dei partigiani, reagiscono, si battono e li affrontano sino all’ultimo respiro; testimoniano attraverso il loro esempio, quella visione spirituale di tensione eroica e rivoluzionaria che contraddistinse già la mistica fascista.

Dopo una cena comunitaria piacevole e gustosa, la serata è proseguita con il concerto degli IMPERIVM. Dopo la grande performance registrata durante La grande onda, anche in questa occasione la band non è stata da meno e ha saputo intrattenere i camerati presenti con grandi classici del repertorio e nuovi inediti.
In conclusione, il concerto è stato intervallato anche da un momento molto coinvolgente e carico di significati, nel quale le ragazze del Cuib Femminile di Raido hanno contribuito alla lettura di alcuni brani inerenti il SAF con un vero e proprio recital.

Nel nome di quella gioventù che non si arrese, oggi più che mai è il caso di dire: “In alto i Cuori!”