Sta arrivando la patrimoniale agli italiani, con firma tedesca?

Come sono simpatici i signori del Frankfurter Allgemeine: l’hanno sparata veramente grossa, ma, in realtà, potrebbero anche aver avuto la vista lunga sul futuro, non troppo lontano, che ci aspetta. Così, facendo riferimento alle parole malcalibrate del ministro Savona e di Salvini, propongono un fondo “salva-stato” (ed è meglio non ricordare da quali grinfie debba essere salvato) finanziato tramite i risparmi dei privati, nella misura del 20% del patrimonio netto (!). Manovra che ricorda un poco quella del 1992, complici, nemmeno a dirlo, l’allora presidente del consiglio Giuliano Amato e (udite udite) il creditore George Soros: un prelievo forzoso del sei per mille avvenuto tramite decreto legge di emergenza.
Insomma, ieri come oggi, mettono le mani nelle nostre tasche per salvare le disastrate casse dello Stato e finanziare le varie banche creditrici. Possiamo, però, dormire tranquilli: il Frankfurter assicura che non si tratterebbe di “patrimoniale”, quindi di un prelievo, ma di un semplice “investimento forzoso”. 
Ben contenti, dunque, di investire nei titoli del nostro Stato, siamo tutti pronti a recarci nelle nostre banche ad effettuare il nostro volontario… “ritiro forzoso”.

(www.sole24ore.it) – 05/11/2018 – Un fondo “salva-Stato” tutto italiano, finanziato con il risparmio degli italiani attraverso speciali titoli di Stato di solidarietà sottoscritti forzatamente dai risparmiatori nella misura del 20% del proprio patrimonio netto: così l’Italia, attingendo alla ricchezza degli italiani, può risolvere il problema dell’elevato debito pubblico ed abbassare lo spread senza aiuti esterni, senza ricorrere all’Esm (European stability mechanism) e «senza chiedere l’intervento dei contribuenti europei» o della Bce.

È questa la provocatoria, ma ampiamente argomentata, proposta lanciata oggi sulla Frankfurter Allgemeine Zeitung da Karsten Wendorff, economista di punta della Bundesbank responsabile per il dipartimento delle finanze pubbliche nella banca centrale tedesca. L’ipotesi, si precisa nel servizio, è a titolo personale.

L’ispirazione: il piano B di Savona

Partendo dalla proposta del ministro Paolo Savona, che secondo l’economista mira a scaricare sull’Europa con la richiesta di garanzie varie il debito pubblico italiano sopra il 60% del debito/Pil, e ricordando che lo stesso vicepremier Matteo Salvini fa spesso riferimento alla ricchezza dell’Italia e degli italiani, Wendorff mette le due cose assieme per proporre all’Italia il fondo salva-Stato, una soluzione tutta fatta-in-casa per risolvere un problema che lui considera (e come lui molti tedeschi e molti europei) domestico. Non più dunque il ricorso all’Esm, il fondo-salva Stati europei. La notizia è stata rilanciata anche da Bloomberg.

«Patrimoniale? No, c’è un rendimento»

Non si tratterebbe di una patrimoniale, afferma l’economista convinto, perché i titoli di Stato di solidarietà nazionale pagherebbero comunque un rendimento e non si tratterebbe di un prelievo forzoso ma un investimento forzoso. Il fondo salva-Stato oltretutto, questa la tesi, diventerebbe uno strumento deterrente, il famoso bazooka nel cassetto, per bloccare la speculazione: mettendo a garanzia del vecchio debito pubblico italiano direttamente la ricchezza degli italiani. L’acquisto dei bond sarebbe forzato, pari al 20% del patrimonio netto: Wendorff ha già calcolato che così facendo circa la metà del debito pubblico italiano ricadrebbe sotto l’ombrello di questo fondo.