Sbarca e sarai libero!

La storiella della rana che viene bollita a fuoco lento la conosciamo tutti ma, a quanto pare, non abbiamo ben colto il suo significato. Si fanno passare volontariamente alcuni avvenimenti gravi, come semplici trafiletti da giornale di provincia. E domani nemmeno più quelli se ne occuperanno perchè sarà normalità. Un giovane somalo che si denuda e si masturba in pubblico per poi andarsene tranquillamente a spasso ed addirittura riuscire in uno stupro, ormai non fa nemmeno più notizia, tanti i casi che si stanno verificando. Il ragazzo in questione, entrato da clandestino, aveva appena ottenuto lo status di protezione sussidiaria (vale a dire che lo stato non lo rispedisce a casa perchè lì la sua vita sarebbe in pericolo) e probabilmente si è sentito fin troppo protetto. Protezione che invece manca a chi ne avrebbe veramente bisogno. Ci si dirà che vogliamo fare di tutta l’erba un fascio o che vogliamo generalizzare l’atto di una singola pecora nera (appunto). Bene, allora continuate a riempire i nostri cervelli con le belle storielle LGBT stile Egonu.

(www.chietitoday.it – 15/11/2018)

Shock a Ortona: donna violentata in spiaggia, l’aggressore viene fermato dai carabinieri
Violenza inaudita a Ortona, ai danni di una pensionata che si stava rilassando in spiaggia, approfittando delle temperature miti degli ultimi giorni. A commetterla S.S.N., 20 anni, di origine somala, in Italia da un anno, arrestato dai carabinieri quando aveva già compiuto atti sessuali nei confronti della donna, che in ogni modo ha cercato di difendersi dal suo aggressore.

Un episodio gravissimo, a cui fortunatamente hanno messo fine i carabinieri del nucleo radiomobile della compagnia di Ortona. L’aggressore, arrivato in Italia clandestinamente, il mese scorso aveva ottenuto lo status di protezione sussidiaria.

La sua giornata di follia e violenza è iniziata alla Marina di San Vito, dove, incurante dei passanti, si è denudato e ha iniziato a masturbarsi per strada. Alcuni commercianti hanno immediatamente avvisato il 112, per segnalare la presenza dell’uomo. Ma, quando sono arrivati i militari, il giovane si era già allontanato verso la spiaggia cantoni di Ripari, nel territorio comunale di Ortona, un tratto di arenile che costeggia l’ex tracciato ferroviario.

Ed è qui, in una mattinata libera, che è iniziato l’incubo della signora. Intenta a godersi il sole, su una spiaggia probabilmente visitata centinaia di volte, ha visto arrivare il giovane. Non c’era nessuno, il luogo è abbastanza isolato. E qui, l’uomo ha dato il via alla violenza. Ha bloccato la sua vittima sulla sabbia, facendole sbattere la testa su grosse pietre, poi l’ha costretta a compiere atti sessuali.

La donna, nonostante la paura e il comprensibile orrore, è riuscita a divincolarsi, liberandosi dalla presa dello stupratore. Si è rifugiata in acqua. E, fortunatamente, nel frattempo sono arrivati i carabinieri, che da lontano hanno notato la parte finale della scena.

Il somalo è stato immediatamente arrestato per violenza sessuale. La signora, trasportata con un’ambulanza all’ospedale di Lanciano, è stata visitata dai sanitari del Pronto Soccorso e ricoverata per le numerose escoriazioni ed ecchimosi riscontrate, ma soprattutto per il trauma cranico subito.

L’aggressore, dopo le formalità di rito, su disposizione del pm di turno presso la Procura della Repubblica di Chieti, Giuseppe Falasca, è stato trasferito presso il carcere di Chieti. Per lui è scattata anche la denuncia per atti osceni in luogo pubblico e falsa attestazione sulla sua identità, avendo fornito ai militari false generalità.

Solo la comparazione delle sue impronte con quelle già presenti nel casellario centrale d’identità del ministero dell’Interno, infatti, ha consentito di risalire alla sua vera identità e di stabilire che, dopo essere entrato clandestinamente in Italia quasi un anno fa con uno sbarco sulle coste siciliane, il mese scorso aveva ottenuto lo status di protezione sussidiaria.