Sovversione genetica

Ancora una volta ci troviamo a constatare come la scienza (con la s minuscola) sia alla mercè di un progressismo sfrenato che guarda soltanto il lato economico dell’esistenza a scapito di ciò che è vita vissuta, vita reale. E così, quasi con stupore, si viene a sapere che le leggi italiane limitano, giusto un pochino, l’inseminazione artificiale. Cosa che invece non accade nella progredita Albania. Dunque, si entra in clinica e ci viene dato il menù del giorno: ciclo donazione in vitro € 2500; ivf e ovodonazione €5000 et voilà: incinta senza partner e senza problemi (ma con tante chiacchiere attorno) alla veneranda età di 62 anni. Madri per sé, egoismo senza troppi giri di parole.
Diventare genitori quando si è giovani è preferibile non solo, come ci insegna la brava Cristina Coccia, per una questione genetica, ma anche per un semplice fatto di crescita: genitori giovani riescono a capire meglio i propri figli, riescono a stare al loro passo, prevenendo nella maggior parte dei casi eccessi indesiderati.

(www.ilmessaggero.it – 15/11/2018) Madre single a 62 anni. Ha partorito una bella bambina di tre chili e duecento grammi all’Ospedale San Giovanni, dove la signora da tanti anni lavora come infermiera. Non aveva però parlato della gravidanza con i colleghi. A rendere possibile questo parto è stato l’impianto dell’embrione che non è stato eseguito al San Giovanni e neppure in Italia. La signora è andata in Albania, a Tirana, per il procedimento. «Ho aspettato per anni l’uomo giusto, poi mi sono decisa» ha raccontato. La normativa del nostro Paese non avrebbe consentito questa tecnica anche per i limiti di età: la legge 40 del 2004 sulla procreazione medicalmente assistita non fissa un limite di età per chi intende avere un figlio in provetta, ma ogni regione può dare indicazioni. La normativa nazionale utilizza questa formula per spiegare chi può ricorrere alla fecondazione assistita: «Coppie di maggiorenni di sesso diverso, coniugate o conviventi, in età potenzialmente fertile, entrambi viventi». Bene, nel Lazio – spiegano all’assessorato alla Salute – il limite per l’accesso nelle strutture pubbliche è di 43 anni, in quelle private di 50. Di qui la decisione della signora che ha partorito al San Giovanni di andare fino in Albania, un paese che, come già avveniva per la Spagna, è divenuto punto di riferimento per la fecondazione assistita perché esistono leggi meno restrittive di quelle italiane.

EMBRIODONAZIONE
Più nel dettaglio, l’infermiera del San Giovanni ha fatto ricorso all’embriodonazione in una struttura specializzata di Tirana. Vi sono ospedali albanesi, che su Internet pubblicizzazione questa opportunità, indicando anche i prezzi: ad esempio un centro della capitale albanese spiega su Internet che «il costo di un ciclo Ivf standard è di 2.500 euro e la Fecondazione In Vitro con ovodonazione inizia a circa 5.000 euro» e non ci sono restrizioni per le donne single. La donna ha partorito alla trentasettesima settimana con parto cesareo programmato: per l’epidurale è stata usata la tecnica in via di sperimentazione dell’eco-navigazione (una sonda ecografica che indica all’ago la via per eseguire l’epidurale). Spiega il dottor Marco Traversa, responsabile di anestesia ostetrica del San Giovanni: «Di nascite dopo i 60 anni sia in Italia sia all’estero ce ne sono già state. Nel Lazio la popolazione ostetrica è sempre più anziana: molte donne partoriscono per la prima volta intorno ai 40 anni e anche oltre, e arrivano a fare il secondo figlio anche tra i 46 e i 50 anni». Due anni fa a Castel Volturno, in Campania, una donna di 62 anni ha partorito un maschietto. Uno dei primi casi di questo tipo, che fece scalpore, fu quello in provincia di Viterbo della signora Rosanna Della Corte che, dopo la morte del primo figlio in un incidente stradale, partorì un bimbo a 63 anni, il 18 luglio del 1994. Oggi quel ragazzo è un bel giovanotto di 24 anni.