In memoriam | Yukio Mishima

25 Novembre 1970

Siamo vissuti in giorni troppo diversi da quelli in cui vissero i nostri fratelli. Si preannunciava a tinte cupe la disfatta del Giappone: sulla nostra patria incombeva un terribile pericolo. Il grande disco del sole era in procinto di sprofondare e l’enorme edificio spirituale costruito dall’anima del popolo, l’invisibile sacrario di bellezza e bontà, aveva perduto lo splendore dei suoi affreschi, le pareti erano squarciate, era prossimo a crollare tornando polvere.

Era un tempio puro, grandioso,ereditato dai nostri antenati, ampliato nel corso dei secoli con nuove costruzioni: chi vi dimorava era unadivinità, gli essere umani che vi entravano dopo essersi purificati avevano il privilegio di porsi immediatamente in rapporto con gli Dei. Certo, non abbiamo mai veduto con i nostri occhi quel tempio, nè ci siamo entrati. Ma avevamo l’assoluta certezza che si ergesse in qualche punto del Giappone. Era quello il luogo che i nostri fratelli maggiori chiamavano “Patria”, e per il quale versarono il loro sangue.

Aspiravano ad essere gli ultimi kamikaze “vento divino”: chi mai avrà creato tale nome? Quando le strutture del mondo crollano in un immane disastro, quando tutte le speranze vanno in frantumi, quando i presagi d’un annientamento ovunque spradoneggiano, come rondini che dai tetti volano rasentando gli esseri umani, quando su di noi si dilata, giganteggia il limpido occhio del cielo azzurro che sembra contemplare l’imminente, disastrosa sconfitta, ecco levarsi all’improvviso, irrazionale, il vento della salvezza, che dileggia con fresco impeto la ragione, lo spirito e tutto ciò che è umano.

Lo capite ? Questo è il vento divino!

Tratto dal libro “La voce degli spiriti eroici” di Yukio Mishima

(video tratto dal canale Youtube “Razza Estinta”)