Madre: esempio di vita

Pochi giorni fa si è discusso del caso Dembelè, di come persone famose siano un pessimo esempio per chi le osserva. Oggi invece ci troviamo a commentare l’incredibile gesto di una madre che, pur di dar vita al proprio figlio, decide di non curarsi, morendo dopo sole due settimane dal parto. Un gesto che definire eroico è quasi riduttivo di questi tempi: le scelte di Simona sono di quelle che gettano il proprio egoismo in pasto a chi, invece, lo ha utilizzato per costruire intere carriere. Già, perchè l’esempio, in questo caso, è duplice: 1- accettare la gravidanza, senza prendere la strada dell’aborto; 2- scegliere di continuare a non curarsi per non far male al futuro figlio, a costo della propria vita. È vero, il piccolo crescerà senza madre ma, in cambio, avrà la forza del coraggio trasmessagli dal sangue e dal suo gesto eroico.

(www.repubblica.it – 16/11/2018) Aveva rinunciato alla chemioterapia per salvare il bambino che portava in grembo, ma dopo la nascita è stata sconfitta dalla malattia. Silvia Pozzan, mamma di 36 anni, è morta martedì scorso a Sossano, in provincia di Vicenza, per un tumore fulminante al fegato: la storia è raccontata oggi dal Giornale di Vicenza. 

La lotta contro il tumore di Silvia durava da tre anni: una volta rimasta incinta aveva deciso di rinunciare alle cure per non danneggiare il bambino. Da lì la malattia si era presentata più volte, attaccando il seno e il fegato. Dopo la nascita del piccolo, il tumore che sembrava essere stato contenuto era tornato, attaccando il fegato in una forma particolarmente aggressiva, portando alla morte, dopo appena due settimane, la giovane mamma.

Il caso di Silvia non è il primo: nel luglio scorso la diocesi di Roma ha aperto il processo per la causa di beatificazione di Chiara Corbello Petrillo, romana di 28 anni, morta nel 2012 di tumore dopo avere rifiutato di sottoporsi alla chemioterapia mentre era incinta.