In memoriam | René Guénon

7 Gennaio 1951

“Tutto converge in un unico punto: la Sorgente. Il fondamento. L’Assoluto. In ogni tradizione c’è un’esperienza della realtà trascendente, interpretato in termini di non-dualità. Vi è prima di tutto il Principio supremo, la Verità ultima, oltre i nomi e le forme, il Brahman Nirguna nell’Induismo, il Nirvana o Sunyata nel Buddhismo, il Tao senza nome della tradizione cinese, la Verità del Sikismo, la Realtà -al Haqq- del Sufismo, l’Infinito En Sof della Qabbalah ebraica, la Natura Divina (distinta da Dio) nel Cristianesimo.

Nel punto centrale tutte le distinzioni inerenti ai punti di vista esteriori vengono superate; tutte le opposizioni si sono dileguate e risolte in un perfetto equilibrio. Nello stato primordiale queste opposizioni non esistevano. Esse sono tutte derivate dalla diversificazione degli esseri inerente alla manifestazione e dai loro contatti dovuti alla rotazione della “ruota cosmica”. Nell’essere che ha ridotto quasi a nulla il suo “io distinto” e il suo movimento nel particolare, le opposizioni terminano quasi immediatamente. Per colui che dimora nel centro tutto è unificato, poichè egli vede ogni cosa nell’unità del Principio; tutti i punti di vista particolari e analitici, che sono fondati soltanto su distinzioni contingenti, e da cui nascono tutte le divergenze delle opinioni individuali, sono per lui svaniti, riassorbiti nella sinetsi totale della conoscenza trascendente, appropriata alla verità una e immutabile.

Per chi sia giunto a realizzare perfettamente l’unità in se stesso, essendo cessata ogni opposizione, ha quindi anche fine lo stato di guerra, perchè non vi è più che l’ordine assoluto, dal punto di vista totale che è al di là da tutti i punti di vista particolari. Niente può ormai nuocere a un tale essere, perchè per lui non esistono più nemici, nè in lui nè fuori di lui; l’unità, attuata interiormente, lo è al tempo stesso anche esteriormente, o piuttosto non esiste più nè interno nè esterno, dato che anche questa è una delle opposizioni che sono ormai svanite al suo sguardo.

Stabilitosi definitivamente al centro di tutte le cose, egli “è legge a se stesso”, perchè la sua volontà è una con il Volere universale, egli ha ottenuto la “Grande Pace” che è veramente la “presenza divina”; egli vede l’unità in tutte le cose e tutte le cose nell’unità, nel’assoluta simultaneità dell’eterno presente.

(René Guénon, Il Simbolismo della Croce)