Attacco all’ambasciata USA? Sono stati i grilli… russi!

Tre anni di indagini serratissime, accuse pesanti a Cuba e la solita lagna statunitense sui pericoli corsi in giro per il mondo dai paci-finti statunitensi: tutto questo per verificare l’origine di una temibilissima arma segreta che spiegava violenti attacchi sonori. Il risultato delle affannose ricerche? Grilli, semplici grilli. In amore, che fanno un po’ più chiasso del solito. Ma gli USA devono avere ragione e allora… i grilli sono spie russe di Putin!

(www.repubblica.it) Non erano misteriose armi sonore, qualche strano mezzo acustico di spionaggio usato per carpire informazioni. Quegli anomali rumori che avevano messo fuori gioco mezzo staff diplomatico dell’ambasciata Usa a Cuba erano prodotti da insetti. Grilli, in particolare. Dopo mesi di indagini scientifiche, con i migliori medici americani e inglesi incapaci di arrivare ad una conclusione certa, ecco spuntare una nuova verità che spiazza, almeno per ora, l’ipotesi del complotto spionistico. Questo non esclude che non ci sia stato qualche attacco sonoro. Mette in dubbio che quel tipo di rumore sia responsabile dei problemi fisici denunciati dai diplomatici.
 
Un gruppo di ricercatori di biologia sensoriale presso l’Università di Lincoln in Gran Bretagna, ha analizzato il file audio messo a disposizione dall’Associated Press e ha stabilito che quel suono acuto e costante che aveva provocato nausee, cefalee e persino danni irreversibili al cervello dei funzionari “è dovuto al richiamo di una specie caraibica del grillo a coda corta delle Indie, noto come Anurogryllus celerinictus”. “La registrazione”, conferma il professor Fernando Montealegre-Zapata, “riporta lo stesso suono penetrante prodotto da questa specie di grilli. Il loro richiamo durante il periodo dell’accoppiata arriva a 7kHz; si irradia con una frequenza e un volume estremamente alti e questo si trasforma in un trillo continuo e insopportabile per gli esseri umani”.
 Il docente ha riconosciuto quel rumore perché lo aveva sentito e studiato anche in passato. Cresciuto in America Latina, Montealegre-Zapata ricorda di aver allevato gli stessi grilli che conservava in una gabbia dentro la sua stanza. Uno degli insetti strideva come un ossesso. Lo faceva per attirare l’attenzione delle femmine durante il periodo dell’amore. “Era un maschio”, ricorda il docente di biologia, “lo misi fuori dalla stanza ma il suo grido, acuto e insieme profondo, si poteva ancora sentire dall’esterno”.
 
Il caso era esploso a metà del 2017. Un gruppo di funzionari dell’ambasciata Usa a L’Avana aveva denunciato gli stessi, improvvisi malesseri: forti emicranie, nausee, perdita di equilibrio, danni all’udito che erano poi risultati addirittura irreversibili. Il Dipartimento di Stato aveva deciso di evacuarli e lo staff dell’ambasciata era stato drasticamente ridotto. C’erano state dure proteste contro le autorità cubane accusate di usare armi sonore per spiare gli storici nemici.