In memoriam | Ion Mota e Vasile Marin

13 Gennaio 1937

82 anni fa la Ventunesima Compagnia della Legione Straniera Spagnola si trovava acquartierata a Majadahonda, a 15 km da Madrid. Le truppe repubblicane, supportate dalle brigate internazionali, ivi concentravano i carrarmati, l’artiglieria pesante e il grosso della fanteria, al fine di tentare una manovra di sfondamento delle linee dell’Esercito guidato dal Generalissimo Franco. Tra le fila della Veintiuna si trovavano Ion Moța e Vasile Marin, legionari romeni della Guardia di Ferro e volontari nella guerra civile spagnola, chiamati a rappresentare l’odio e l’avversione di un intero Paese nei confronti del bolscevismo ma soprattutto a difendere i valori della Tradizione e il proprio Credo.

Moța e Marin furono colpiti a morte quel 13 gennaio 1937 nella loro trincea da un pesante proiettile d’artiglieria dopo una furiosa battaglia. Moța, che all’epoca era di fatto il vice-capitano della Legione, perì con il tricolore romeno sotto la giacca della divisa, bandiera che avrebbe voluto sventolare per le vie di Madrid liberata.

L’eco che ebbe nell’intero Paese la morte dei due eroi fu impressionante ed è riportata ovunque. Dopo aver ricevuto gli onori militari in Germania, le due salme furono trasportate da un convoglio funebre per tutta la Romania. Centinaia di migliaia di persone resero loro omaggio.

Emblematiche le parole del comandante legionario Ion Mota, caduto eroicamente nella guerra di Spagna:

Lo spirito delle fiabe dell’infanzia e delle battaglie epiche del nostro passato vive nella gioventù. Essa sente che nulla può dare alla vita bellezza e incanto se non lo slancio eroico e l’amore per un ideale. Questa purezza di sentire, dalla quale si leva la generosità del giovane per la conquista eroica della vittoria, questo vigoroso e splendido slancio verso l’ideale lo proteggono dall’angusta prigione dell’individualismo materialista e lo rendono atto ad essere integrato nella comunità.

(“L’uomo nuovo”, Edizioni di Ar, Padova 1978).