La fede di Bergoglio? Una app da scaricare

Obbligo di tutti coloro i quali hanno una visione spirituale e percepiscono la drammaticità dei tempi nostri è riconoscere i simboli e non sottovalutarli. Così, se Bergoglio invita a pregare con una app da scaricare sui propri cellullari, allora siamo chiamati a riconoscere il messaggio diabolico (ossia di separazione, di divisione e allontamento) che vi è dietro. Infatti, invitare un fedele a usare una app per la preghiera, tra l’altro riponendo in uno strumento tecnologico la funzione di ‘ponte’, di medium tra il fedele e Dio, significa svilire la Potenza della preghiera stessa, che sa andare oltre distanze e tempi. Inoltre, conferisce ‘dignità’ e legittimazione a un elemento come una app con relativo cellulare che non hanno casa nella tradizione di una religione che si possa definire legittima. Infatti, questo uso frenetico e indispensabile della tecnologia è tipico delle pseudo-chiese come gli eretici protestanti, scientology, testimoni di geova. Bergoglio, sappiamo bene che non ti stai sbagliando, anzi: il tuo piano è chiaro e lo stai attuando giorno dopo giorno.

(www.repubblica.it) “Internet e i social media sono una risorsa del nostro tempo. La Rete può aiutarci anche a fare comunità, a pregare insieme”. Lo ha detto il Papa anticipando i contenuti del messaggio per la Giornata delle Comunicazioni sociali che verrà pubblicato in settimana. Francesco, con un iPad in mano, e con accanto padre Frederic Fornos, direttore internazionale dell’Apostolato della Preghiera, ha lanciato la piattaforma ufficiale della Rete Mondiale di Preghiera del Papa: Click To Pray. “Qui inserirò le intenzioni e le richieste di preghiera per la missione della Chiesa – ha detto avviando l’app in diretta. – Invito soprattutto voi giovani a scaricare l’app Click To Pray, continuando a pregare insieme a me il Rosario per la pace, particolarmente durante la Giornata Mondiale della Gioventù a Panama”, ha aggiunto il pontefice.