Armati di KULTUR! Novità dagli scaffali

Per amor di Patria

Titolo completo:  Per Amor di Patria. Storie della Repubblica Sociale Italiana

Autore: Antonio Leggiero

Anno: 2007

Pagine: 127

Il libro: Il volume si prefigge di contribuire a far conoscere la storia o, per meglio dire, le storie che videro protagonisti quei soldati sfortunati che effettuarono una scelta difficile (qualcuno dice sbagliata), ma anche ausiliarie e civili che, quando oramai tutto era perduto, decisero, con tragica consapevolezza, di andare incontro al loro destino, nella speranza di riscattare con il proprio sangue l’ignominiosa tragedia che aveva colpito il popolo italiano. Perchè si possa sentire anche l’altra versione della storia e non soltanto quella addomesticata dei vincitori. dà la parola ai diretti protagonisti delle vicende, facendo narrare in prima persona i fatti che li videro partecipi, con la narrazione delle proprie verità, sempre taciute e spesso stravolte.

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La battaglia di Berlino

Autore: A. Hitler

Curatore: Adriano Romualdi

Pagine: 110 + 8 pagine di foto b/n, brossura 14,5 x 21,5 cm.

Anno: 2009

Il libro: Curata da Adriano Romualdi con la sua ammirevole qualificazione e passione, l’opera veniva da lui dedicata, nel 1970, a Rudolf Hess. Pure l’attuale edizione rimane sigillata dalla dedica al Prigioniero di Spandau: ossia all’onore di chi, vivendo, rappresenta e rende presenti, dentro e accanto a noi, quanti hanno lottato sino all’estremo, nella Berlino storica e geografica, per la ‘Berlino’ simbolica e intemporale. Anche mediante questo libro noi possiamo rivolgerci a loro: «invictis victi victuri»

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Il Leone

Titolo completo: Il leone. Un caso politico e giornalistico degli anni ottanta.

Autore: Leon Degrelle

Anno: 2007

Pagine: 96

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La fandonia evoluzionista

Autore: Rutilio Sermonti

Pagine: 128

Anno: Agosto 2009; seconda edizione aggiornata e ampliata.

Il libro: “Quando mi capita di sfogliare l’Origine delle specie di Darwin, mi ricordo sempre di un vecchio ritornello per bimbi: con poca spesa nutro mio figlio con il mio latte”. Solo i fanciulli si possono soddisfare con la teoria darwiniana. “Se si considerano seriamente le relazioni naturali fra gli esseri viventi l’inconsistenza della teoria darwiniana diventa evidente”, così scriveva il padre dell’etologia Jakob Von Uexkküll (L’immortale Spirito della natura, Laterza Bari 1947, pp. 22-3). E continua domandandosi se non sia puerile, di fronte a certi affascinanti fenomeni della natura, “voler ricondurre tutto alla lotta per l’esistenza e alla selezione naturale del più adatto” ( ivi, pp. 23-4). In effetti il darwinismo, e poi il neodarwinismo, costituiscono spiegazioni della natura di tipo riduzionista, legate a quel tipo di pensiero molto grezzo e primitivista basato sulla formula “niente altro che” ritenendo realistico basare tutto il divenire dei viventi sul cieco gioco del “caso” (le mutazioni genetiche) e della necessità (la selezione naturale). Come osserva anche Rutilio Sermonti, in questo denso libro, ricco di spunti di riflessione, il darwinismo si è trasformato nel “mito” evoluzionista. Non si tratta di una semplice teoria scientifica, ma di un dogma “religioso” che impedisce ogni sereno dibattito. E’ una religione secolare, in molti casi anche una parodia della religione, basata sulla divinizzazione di entità come il tempo e la selezione, a cui viene attribuita una capacità di tipo creativo che agisce su una materia bruta in balia ad eventi puramente casuali. Il darwinismo è diventato un paradigma onnipervasivo una vera e propria concezione del mondo totalizzante e totalitaria, ma anche intollerante e nemica di quella libertà creativa che dovrebbe contraddistinguere la vera scienza. Nessun progetto, nessun disegno intelligente, nessuna forma o legge regolativa trova posto in questo orizzonte di tipo meccanicista. Suoi corollari sono l’utilitarismo (si dice appunto che la selezione è opportunista), il progressismo nelle sue forme più grossolane, nutrite di un ottimismo spicciolo e ingenuo, il competizionismo sfrenato, l’individualismo. Non a caso si tratta dei principali caratteri che connotano la società moderna: il darwinismo, infatti, è figlio della modernità che, a sua volta, ne costituisce il motore ideologico principale, il più vigoroso e brutale. Ritornando al tempo in cui visse Darwin, ricordiamo che l’accettazione generalizzata e repentina di nuove idee spesso dipende dalla influenza di fattori non-scientifici, di natura sociale, psicologica e filosofica. Così avvenne anche per la diffusione delle idee di Darwin. Tre sono i punti di corrispondenza da evidenziare, come osserva Michael Denton (Evolution: A Theory in Crisis, Adler & Adler, Bethesda 1986, p.70): “Il concetto di gradualismo e di continuità, che permeano il darwinismo, erano in perfetto accordo con la concezione Vittoriana caratterizzata da un moderato conservatorismo sociale, nemico di ogni sconvolgimento e di ogni cambiamento troppo repentino; “La certezza che permea tutto il pensiero di Darwin circa il progresso del mondo vivente, da forme meno perfette verso forme più perfette, ben si accordava con l’ottimismo progressista del XIX secolo;
“L’importanza attribuita alla selezione era in piena sintonia con la concezione competitiva legata alla religione del “libero mercato” preminente in Inghilterra. Oggi, come effetto del lungo e costante lavoro di intossicazione delle coscienze operato dal darwinismo e poi dal neodarwinismo, perfino l’etica viene considerata da molti come figlia del tempo: non esiste alcun valore eterno, alcun principio atemporale, ma solo una morale “in perenne evoluzione”.
Ecco quindi l’importanza, specie per i giovani, di testi come questo che, con la loro efficace ruvidezza, intendono scuotere le coscienze e ridare il gusto della libertà e della autonomia, al di fuori di schemi obsoleti e mistificanti. Non si tratta di una lotta di poco conto: è in gioco lo stesso concetto di civiltà e il senso da attribuire alla nostra esistenza, che non può essere offuscato da una teoria pseudoscientifica. Infatti, come ha scritto il grande antropologo tedesco Arnold Gehlen, “Il bisogno, avvertito da chi riflette, di interpretare la propria esistenza umana non è un bisogno meramente teorico. Secondo le decisioni implicite in tale interpretazione, si rendono visibili o invece si occultano determinati compiti. Che l’uomo si concepisca come creatura di Dio oppure come scimmia arrivata implica una netta differenza nel suo atteggiamento verso i fatti della realtà: nei due casi si obbedirà a imperativi in sé diversissimi” (Arnod Gehlen, L’Uomo -La sua natura e il suo posto nel mondo, Feltrinelli, Milano 1983, p.35). E a sua volta San Tommaso affermava che «gli errori riguardanti le creature sfociano in false concezioni di Dio» (San Tommaso d’Aquino, Summa contra gentiles, II,3).

Dalla prefazione di Giovanni Monastra.

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Foibe: un conto aperto

Titolo completo: Foibe: un conto aperto. Il testamento di Licia Cossetto

Autore: Rossana Mondoni e Luciano Garibaldi

Anno: 2014

Pagine: 56

Il libro: Licia Cossetto, sorella di Norma, la prima martire delle foibe, è stata trascinata nella tragedia che ha coinvolto anche suo padre e molti altri familiari, diventando portavoce e testimone di quella storia del confine orientale che, alla fine della Seconda guerra mondiale, ha coinvolto Istriani, Fiumani, Dalmati, strappandoli dalle loro terre solo perché volevano rimanere italiani e non erano disposti ad accettare il regime comunista del maresciallo Tito. Della storia delle sue genti, Licia rimase testimone coerente e fedele fino alla fine, condusse con coraggio molte battaglie per far emergere la verità dei fatti contro chi tendeva e tende a confondere e sminuire gli eventi storici. Donna molto forte e saggia, sapeva ricordare senza odiare anche se non temeva di chiamare con il loro nome gli assassini.

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La guerra occulta

Titolo Completo:  La guerra occulta. Armi e fasi dell’attacco ebraico-massonico alla tradizione europea

Autore: Malynski Emmanuel

Anno: 2008

Pagine: 264

Il Libro: L’’incipit’ de La guerra occulta suona così: “La chiave dell’intera storia del XIX secolo è l’evoluzione del movimento rivoluzionario dal 1789 al bolscevismo russo.” Prima che nel motivo della ‘congiura ebraico-massonica’, la validità di quest’opera sta nell’aver saputo individuare lucidamente l’arco di crisi che congiunge il 1789 (rivoluzione francese) con il 1917 (rivoluzione bolscevica), ovvero l’eruzione della ‘guerra civile mondiale’.

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