Gheddafi, Franco Africano e Francia: ecco cosa succede

Gheddafi voleva togliere il giogo francese sull’Africa, creando una moneta alternativa. Aveva già costituito le riserve auree a garanzia del nuovo conio e questa mossa fece scatenare l’ira assassina dei francesi che, capitanati da Sarkozy e spalleggiati da tutto l’Occidente (ricordiamo anche la nostra ‘repubblica’, giusto per rimettere a posto chi sostiene senza riserve anche le forze militari italiane), misero a ferro e fuoco la Libia, uccisero Gheddafi come si ammazza una bestia e si presero tutto l’oro. Ma indovinate un po’, nell’opinione pubblica e nei media, chi sono i criminali? Certamente, per questi lobotomizzati e per i criminali della stampa, sono Gheddafi e i libici, perché ‘arretrati’, perché non conoscono il ‘progresso’, non hanno ‘costumi occidentali avanzati’. La verità invece è cristallina: l’Occidente ha ammazzato chi voleva l’indipendenza dell’Africa dal colonialismo e si è rubata il suo oro, come qualsiasi rubagalline da quattro soldi.

(www.sputniknews.com) E a ben contare si scopre che Di Maio non ha tutti i torti. Decine di migliaia di migranti irregolari arrivano dai paesi condizionati dal controllo valutario di Parigi.

Chi tocca il Franco Africano (Cfa), la valuta perno del neo colonialismo di Parigi in Africa, rischia la vita. E lo sa bene Hillary Clinton. Ai primi d’aprile del 2011 l’allora Segretario di Stato americano era assai curiosa di comprendere i veri motivi che spingevano il presidente francese Nicolas Sarkozy a chieder con tanta foga l’abbattimento di. A spiegarglielo ci pensò la mail di un suo consigliere chiarendole come all’origine dell’animosità di Parigi vi fosse la scoperta di un piano del dittatore libico per spingere i paesi africani ad abbandonare il sistema valutario gestito dalla Francia.

Insomma altro che “frasi ostili e senza motivo” come recita la convocazione dell’ambasciatrice italiana a Parigi Teresa Cataldo da parte del ministero degli esteri francese. Dietro l’indignazione per le dichiarazioni del vice premier sul ruolo del “Franco Africano” e sugli scompensi provocati alle economie dei 14 paesi africani che l’utilizzano si nascondono interessi politico-finanziari cruciali ed intoccabili. Interessi che sono all’origine della devastante guerra a Muhammar Gheddafi voluta e orchestrata dalla Francia di Sarkozy e combattuta per suo conto da tutta la Nato.

Per capirlo basta rileggere i passi più importanti della mail del 2 aprile 2011 intitolata “France’s Client & Qaddafi Gold” (il cliente della Francia e l’oro di Gheddafi”) in cui Sidney Blumenthal, un ex-consigliere presidenziale di Bill Clinton rimasto in stretti rapporti con Hillary Clinton spiega l’intricato affare. Citando fonti vicine al figlio di Gheddafi Saif al Islam Blumenthal spiega come in quei primi d’aprile del 2011, quando la rivolta infuria da oltre un mese, il regime “abbia da poco spostato 143 tonnellate di oro e una quantità simile di argento dalla banca centrale Libica di Tripoli alla citta di Saba” nel centro del paese.

“Quell’oro — racconta la mail di Blumenthal — è stato accumulato precedentemente alla ribellione in corso ed era destinato alla creazione di una valuta pan-africana basata su un Dinaro Aureo Libico. Questo piano puntava a garantire ai paesi francofoni africani un alternativa al Franco Francese (Cfa). Secondo fonti affidabili questa quantità di oro e argento ammonta a un valore di circa 7 miliardi di dollari. L’intelligence francese ha scoperto il piano poco dopo l’inizio della ribellione e questo sarebbe uno dei fattori che ha influenzato la decisione del presidente Nicolas Sarkozy spingendo la Francia ad attaccare la Libia”.

Insomma Di Maio riprendendo e rilanciando l’argomento avrebbe toccato uno dei punti cruciali delle politiche francesi in Africa. Un argomento così cruciale da aver innescato un conflitto devastante come quello libico. In effetti l’interesse della Francia è alquanto evidente. Per garantire il franco francese, ovvero la dipendenza dalla propria banca centrale, Parigi si arroga il diritto di detenere nei forzieri parigini il 50 per cento di tutte le riserve in valuta estera posseduta dai 14 paesi africani firmatari dell’intesa valutaria.

Insomma altro che frasi “ostili e senza motivo” fate la media e scoprirete che poco meno di un quinto dei migranti irregolari è figlio del neo-colonialismo francese.