Soros e Juncker scafisti, parola di Orbán

Se negli anni passati il ruolo del magnate George Soros non è stato sotto i riflettori, ora le luci si accendono sempre più sul finanziere che negli anni ha ribaltato strutture economiche, sociali e culturali di moltissimi paesi, mediante le sue operazioni di speculazioni sulle monete e le campagne mediatiche lautamente finanziate. Come dimenticare il famoso ‘mercoledì nero’ in cui Soros riuscì a far uscire la lira italiana e la sterlina inglese dallo SME mediante speculazione sulle valute? E come dimenticare i fondi donati ‘a fin di bene’ dalle Open Society Foundations, rete di fondazioni impegnate in ‘battaglie sociali’ come pratica democratica, progresso economico, uguaglianza, diritti umani e altre parole d’ordine tipiche del ‘progresso occidentale’? Da tempo ormai il premier Orbán ha deciso di combattere Soros e i suoi tentacoli, ricevendo per gran parte l’ostracizzazione e le critiche dei paesi occidentali. Anche ora, infatti, la Commissione UE giudica come bufale tutte le accuse mosse contro George Soros e si stringe attorno a lui: vuoi mai che manchino i finanziamenti ai partiti europeisti, come quell’abnorme creatura di +Europa (capitanata dall’amichetta abortista Emma Bonino)?

(www.repubblica.it) Ue, campagna shock di Orbán: “Complotto Soros-Juncker pro migranti”. La Commissione: “Incredibile fake news”
Un manifesto su Facebook che raffigura il presidente della Commissione Ue Juncker insieme al magnate ungherese George Soros, accompagnato da scritte allarmanti sui piani dell’Unione per minare i confini nazionali e spalancare le porte all’immigrazione. Un’immagine in stile “complottistico” come molte altre che girano in rete, che stavolta però non viene diffusa da un gruppo o da una pagina privata, ma dall’account ufficiale del governo dell’Ungheria guidato da Viktor Orban.
Un attacco, quello a Juncker, che arriva da un compagno di partito, dato che come il presidente dell’esecutivo comunitario, anche Orban milita nel Partito Popolare Europeo. Tutti questi elementi hanno portato a una durissima risposta da parte della Commissione Ue, per bocca del portavoce capo Margaritis Schinas, nel corso del briefing giornaliero con la stampa. “È scioccante che queste ridicole teorie complottistiche siano diventate così mainstream – ha detto Schinas – gli ungheresi si meritano fatti non finzione”.

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