Il maestro di Foligno: uno stupido antirazzista, ma quale razzista…

Oltre la confusione e gli strilli degli ‘anti-razzisti’, forse il gesto del maestro di Foligno non è stato mosso da ‘razzismo’, ma forse proprio da goffo e stupido ‘antirazzismo’

(www.quotidianodellumbria.it)

L’episodio di un maestro che a Foligno sembra aver discriminato due bambini di colore fanno il giro del mondo e tutti, da sinistra a destra, lo hanno condannato senza neppure sentire le ragioni dell’interessato.

E l’interessato è Mauro Bocci maestro supplente crocifisso senza appello. L’unico che ha voluto sentire le sue ragioni è stato Bruno Vespa su Porta a Porta e il maestro ha spiegato che era un esperimento sociale per far capire che la discriminazione non deve far parte della nostra vita di tutti i giorni. Ma nessuno gli ha creduto.

Così è l’informazione in Italia, un copia incolla senza un giudizio critico.

Naturalmente c’è l’avvocato di turno che cerca di lucrarci dicendo alla famiglia dei piccoli extracomunitari che ci possono guadagnare dei soldi, un po’ come la vicenda Diciotti dove il solito avvocato solerte ha fatto chiedere i danni all’Italia perché i clandestini sono rimasti dei giorni sulla nave che li ha salvati.

I giornalisti seri cercano di capire e non di condannare, così sono andato a vedere il profilo facebook di Mauro Bocci e non c’è un minimo accenno alla discriminazione, all’odio razziale e invece ho scoperto un bell’episodio che non conoscevo su un’ebrea ed un bel gesto che le era stato fatto in un campo di prigionia.

Anche gli altri post sono nel segno dell’umanità, di capire il senso vero della vita e quindi direi che bisogna riflettere, cercare la verità e non adagiarsi sui luoghi comuni.

Se è vero che è stato un esperimento didattico, anche se magari un po’ forte e forse anche discutibile la cautela è d’obbligo perché si rischia di creare un caso dove non esiste.

Ma come si sa il giornalismo del copia incolla, di chi non si pone domande, di chi ha sempre la risposta preconfezionata pronta, è più facile.

La curiosità è figlia dell’intelligenza ma i tanti commenti che ho letto sul caso dimostrano che l’intelligenza è una merce rara.