Iran 1979-2019. Rivoluzione e Tradizione quarant’anni dopo – 23/02/2019 (recensione)

Nei giorni scorsi, è ricorso il 40esimo anniversario della Rivoluzione Islamica in Iran. Una rivoluzione ancora in marcia, che la Comunità Militante Raido ha voluto onorare non solo con un numero speciale della sua Rubrica mensile Il Dispaccio ma anche con un incontro, che ha visto la partecipazione dell’avv. Carlo Corbucci e di Damiano Abbas Di Palma dell’ass. Imam Mahdi.

Più che degli eventi storici in sé che portarono alla cacciata dello scià, fantoccio degli USA, ed alla nascita della Repubblica Islamica, i relatori hanno dato una prospettiva metafisica e meta-storica ai fatti.

La serata si è aperta con l’intervento di Carlo Corbucci, che si è soffermato sulla figura dell’Imam Khomeini. Dipinto stupidamente come un dittatore dagli occidentali, Khomeini era invece un “mistico”. Un uomo che prima di combattere la “piccola Guerra Santa” (quella esteriore, politica e militare) aveva combattuto e vinto la Grande Guerra Santa (interiore, spirituale). Sulla sua potenza spirituale, si sorresse una nazione intera, sola ed accerchiata da ogni lato. E dalle sue parole e dal suo esempio, infine, milioni di giovani iraniani trassero la forza per votarsi al martirio nella “Guerra Imposta” contro l’Iraq, armato fino ai denti da potenze straniere.

Damiano Abbas Di Palma ha raccontato come la Rivoluzione Iraniana abbia rimesso il sacro al centro della vita di un popolo, il cui fuoco era stato sopito, ma non spento, da un regime laico durato più di mezzo secolo.

Gli stessi iraniani definiscono il ‘79 come “atto divino”: una Rivoluzione che guarda all’Eterno. Che portò un popolo in piazza a gridare non “vogliamo il pane”, bensì “Dio è grande”. Si tratta, in definitiva, di una Rivoluzione nel senso originario, etimologico, del termine: ritorno alle origini. Ritorno alla Tradizione.

Per questo, guardare all’Iran, oggi, significa riconoscere, con le dovute differenze, l’amico: una nazione libera, fedele alla propria Tradizione, che resiste alle forze della sovversione, che pur l’assediano da ogni lato. Riconosciuto l’amico, non resta che combattere il nemico, che è, oggi come ieri, lo stesso.

Il prossimo appuntamento con la Comunità Militante Raido è venerdì 8 marzo alle 21,00, con la presentazione di “Tradizione e Realizzazione Spirituale”, raccolta di scritti di Guido De Giorgio fresca di stampa per la Cinabro Edizioni.

In alto i cuori!