Giornalista-femminista contro la Donna

Bisogna fare attenzione alle parole di queste notizie, perché vogliono far apparire come naturale ciò che è contro Natura, con toni strafottenti e discriminatori. In particolare, il giornalismo liberal-progressista italiano si dimena con gli ultimi colpi di coda, una bestia morente e accecata che spara nel vuoto le ultime energie rimaste, contro nemici che non ci sono, la bava alla bocca e il respiro in affanno. Questi giornalisti non sanno più con chi prendersela, hanno visto sfumare nel nulla le loro ‘certezze di niente’ e ora, pur di continuare imperterriti la loro battaglia dell’odio, finiscono per produrre articoli-inchieste-denunce senza capo né coda, veramente imbarazzanti per qualsiasi giornalista autentico, ma anche per qualsiasi cittadino, anche analfabeta. Nello specifico, leggete questo articolo: viene denunciato come “Medioevo, “manifesto musulmano” (ah, chi è razzista allora?), “scioccante”, “oscurantista” un semplice manifesto per la Festa della Donna dell’8 marzo che augura alla donna – tenetevi forte – di “promuovere e sostenere la vita e la famiglia”, come se ciò fosse denigrante e discriminatorio per la Donna. Capito, mamme, nonne, zie, sorelle e donne fiere di se stesse? Voi non dovete sostenere e promuovere la vita e la famiglia, perché quello ‘è Medioevo’! Guai a dire che la Donna deve ambire a rispettare la sua natura, quella di meravigliosa creatura che protegge, ama, dona e ispira, educa all’Amore. La Donna, secondo lorsignori, deve fare carriera al posto degli uomini, non avere figli ché rovinano la vita, rifarsi le tette e darla in giro perché questa sarebbe libertà.
L’8 Marzo non dovremmo festeggiare la Donna, bensì ricordare mestamente la morte del buonsenso, quello che avrebbe fatto capire che un manifesto come quello – ora rimosso – auspica solo la vera libertà della Donna, per realizzare la sua natura, senza stupide concorrenze con l’uomo, che a sua volta dovrà esser degno del suo compito.

(www.repubblica.it) La Lega Giovani Salvini Premier di Crotone ha sentito la necessità, in occasione dell’8 marzo, di pubblicizzare sul proprio profilo Facebook un volantino con l’identikit di coloro che denigrerebbero la donna ed il suo ruolo nella società. Volantino che sarà pure distribuito la sera della festa della donna in un gazebo nei pressi della sede del Comune. Ma, dopo una giornata di polemiche, di prese di distanze anche da parte di diverse esponenti del M5s, è lo stesso leader del Carroccio nazionale, Matteo Salvini, a dissociarsi dall’iniziativa: “Non ne sapevo niente e non ne condivido alcuni contenuti. Lavoro per la piena parità di diritti e doveri per uomini e donne, per mamme e papà”.

Per il manifesto in sei punti, dai toni sessisti per non dire oscurantisti e con l’aggravante di essere diffuso da giovani militanti, a offendere la dignità della donna sarebbero coloro che:
1. Sostengono la “ignominiosa pratica dell’utero in affitto”
2. Sostengono proposte di legge che sostituiscono le parole “mamma” e “papà” con “genitore 1” e “genitore 2”.
3. Ritengono che la donna “abbia bisogno di quote rosa per dimostrare il proprio valore”.
4. Sostengono “una cultura politica che rivendica una sempre più marcata autodeterminazione della donna che suscita un atteggiamento rancoroso e di lotta nei confronti dell’uomo”.
5. Contrastano il “ruolo naturale della donna volto alla promozione e al sostegno della vita e della famiglia”.
6. Strumentalizzano la donna “per finalità meramente ideologiche” al solo scopo “di fare la rivoluzione”.

Un tuffo nel Medioevo, nella convinzione – sempre secondo la Lega Salvini di Crotone – che la donna abbia “una grande missione sociale da compiere per il futuro e la sopravvivenza della nazione”.