Ma dove cercate Dio, scienziati ciechi?

Guardiamo con pena a questi pseudo-scienziati che, nel buio delle loro esistenze senza Dio, cercano l’origine del Tutto mediante scomposizione sempre più particolareggiata e minuziosa della materia. La scienza moderna ha perso ogni contatto con il Sacro, che in passato le assicurò di essere certa, vera, poiché ancorata al Reale. Ad oggi invece questi scienziati pretendono, con cecità e tracotanza, di ritrovare Dio, la Verità e l’Origine nelle parti più piccole della materia, cercando in basso il Motore Immobile, che invece sta in Alto.
Non capiscono che, in quanto tale, la materia non può essere principio poichè determinata, dunque limitata e contingente, manifestazione e possibilità realizzata, passiva, indefinita, che non può invece essere il Principio, di per sé e ontologicamente infinito e non-manifestato.
Le cose si vedono bene dall’alto e per capire occorre sempre volare alto per osservare meglio e considerare tutto. Al contrario, la scienza moderna denota la “malattia della specializzazione”, per la quale l’oggetto della indagine non viene osservato nel suo complesso e nel suo contesto, bensì se ne analizza solo una minima parte ben ridotta e sempre più minuscola dimenticandosi dell’intero. Ma conosciamo bene i limiti della scienza moderna e ci potremo tornare presto con un interessante passo di René Guénon sul tema.

(www.repubblica.it) Il Cern si rimette a caccia. Questa volta le prede sono particelle leggere ed estremamente sfuggenti. Potrebbero essere associate alla materia oscura, che forma circa un quarto del cosmo e la cui natura è ancora un mistero. Tenterà di scovarle l’esperimento Faser (Forward Search Experiment), con l’aiuto del superacceleratore Lhc (Large Hadron Collider).

Ideato dall’Università della California, Irvine, e appena approvato, Faser durerà cinque anni. Realizzato da componenti di altri esperimenti, grazie al suo design compatto, con un diametro di meno di un metro e una lunghezza di cinque metri, sarà pronto già nel 2021, quando tornerà in funzione Lhc, in pausa per un aggiornamento. Sarà ospitato in uno dei tunnel laterali dell’anello di 27 chilometri di Lhc, a 480 metri da Atlas, una delle macchine fotografiche grandi come cattedrali che, scrutando la materia nei suoi costituenti più intimi, nel 2012 ha osservato per la prima volta il Bosone di Higgs.

“Faser è concepito per dare la caccia a particolari particelle esotiche che non rientrano nel Modello Standard, la teoria di riferimento della fisica delle particelle, l’architrave che descrive il mondo microscopico così come lo conosciamo, ma che non ingloba la materia oscura”, ha spiegato all’Ansa Marina Cobal, responsabile nazionale di Atlas per l’Istituto Nazionale di fisica Nucleare (Infn). “Alcune di queste particelle esotiche, sfuggite finora agli esperimenti più grandi come Atlas – ha aggiunto – potrebbero essere legate proprio alla materia oscura. Sono curiosa di vedere i primi risultati. Spero siano positivi. Ma – ha concluso Cobal – anche se non dovessimo trovare traccia di particelle di materia oscura, sarà comunque un risultato interessante, perché ci permetterà di restringere ulteriormente il campo della ricerca”.