VIDEO | Unità d’Italia: la storia è scritta dai vincitori

Non troveremmo assurdo, oggi, riaprire in sede giudiziaria un processo vecchio di oltre un secolo e mezzo? Sicuramente no, secondo Nicola Gratteri, magistrato antimafia e saggista italiano, giustamente senza peli sulla lingua quando si tratta di dire le cose come stanno sulla farsa dell’unità d’Italia.

Eppure c’è chi come sempre non si fa scappare la ghiotta occasione di tirare acqua al mulino falso e ipocrita della storiografia moderna, come il giornalista e conduttore televisivo Corrado Augias, amaramente zittito da chi, senza se e senza ma, in modo oggettivo e neutrale,  non si lascia ingannare dalla favoletta di Garibaldi e del mito risorgimentale e non accetta di coprire di gloria quella pagina infelice della storia della nostra Terra.

Come riportato anche nel numero del nostro periodico il Dispaccio “4 Novembre: Comunque fu Eroismo”, l’unità d’Italia del 1861 nacque da un atto di forza, in cui il Regno Delle Due Sicilie fu trasformato da faro del Mediterraneo a terra di conquista e saccheggio di avventurieri e mercenari in camicia rossa al soldo della Massoneria, la vera madre del Risorgimento, a cui appartenevano i presunti ‘padri della patria’ Mazzini, Cavour, Gioberti e Garibaldi: truffatori, congiurati, massoni e banditi che perseguirono idee e interessi liberal-massonici, giacobini e antitradizionali.

Ci piace infine ricordare le parole di Julius Evola che sottolinea nel libro Gli Uomini e le Rovine: “il Risorgimento non fu un movimento nazionale che per accidente” visto che “rientrò nei moti rivoluzionari determinatisi in tutto un gruppo di Stati in conseguenza dell’importazione delle idee della rivoluzione giacobina. Il ’48’ e il ’49, ad esempio, ebbero un identico volto nei movimenti italiani e in quelli che si accesero a Praga, in Ungheria, in Germania, nella stessa Vienna asburgica, in base ad un’unica parola d’ordine. Qui si ebbero semplicemente tante colonne dell’avanzata di un unico fronte internazionale, comandato dall’ideologia liberaldemocratica e massonica, fronte che aveva anche i suoi dirigenti mascherati”