Jury Chechi dona gli Ori per gli atleti

(a cura della Comunità Militante Furor)

Jury Chechi, medaglia d’oro alle Olimpiadi del 1996, è senza dubbio uno dei migliori sportivi specializzati nell’utilizzo degli anelli. Oltre ad essere un atleta eccezionale, sì è dimostrato un uomo eccezionale, un genere di uomo che però oggi è sempre più raro in quanto la società moderna non degna dell’importanza che merita. Il “Signore degli Anelli” ha recentemente dichiarato di voler mettere all’asta la quasi totalità dei trofei guadagnati in carriera per offrire il proprio contributo alla ristrutturazione della palestra in cui ha iniziato i primi allenamenti.

È il caso di uomo che cura gli interessi dei giovani atleti e che farebbe di tutto pur di permettergli di allenarsi, addirittura vendere i propri trofei, frutto di allenamenti costanti e sacrifici. In questo piccolo gesto, che tanto piccolo non è, si evidenzia la capacità dell’essere umano di poter fare a meno dei beni materiali e di mettere al primo posto una causa nobile, capace di portare un aiuto concreto ad una parte della società, in questo caso a degli atleti che si impegnano per raggiungere determinati livelli.

Jury Chechi ha dimostrato che si può benissimo sacrificare qualcosa che ha un valore prevalentemente economico, per dare al prossimo un qualcosa di più grande, anche a costo di rimetterci denaro, ma sarà la manifestazione concreta di un gesto che porterà con sé in eterno la Verità che è lo Spirito a vincere sulla materia. La nostra visione sullo sport è stata più volte manifestata, e questa storia racchiude tutti i valori che quest’ultimo dovrebbe trasmettere;  l’uomo che riscopre di avere uno spirito capace di elevarsi in Alto, quindi il Bene che vince sul Male, Dio su Satana, lo spirito sulla materia, i valori tradizionali su quelli moderni!

(tratto da www.repubblica.it)
Prato, Jury Chechi mette all’asta coppe e medaglie per salvare la palestra in cui ha iniziato
La struttura, nel centro storico della città, necessita di un nuovo impianto elettrico
di CARMELA ADINOLFI
Lì si è allenato ogni giorno per anni tra esercizi, attrezzi, fatica e sudore. Un lungo lavoro che l’ha portato sul gradino più alto, fino alla medaglia d’oro alle Olimpiadi di Atlanta nel 1996. Ora quello stesso luogo – la palestra “Etruria” di Prato – che l’ha visto nascere e crescere come sportivo versa in condizioni critiche. Da un giorno all’altro, l’impianto elettrico ha smesso di funzionare lasciando al buio i giovanissimi atleti impegnati chi al trampolino elastico, chi in un esercizio al corpo libero. E non sta bene nemmeno il riscaldamento, che andrebbe sostituito. E allora il campione olimpico Jury Chechi, che in quella palestra nel 1976 ha cominciato a muovere i primi passi, ha deciso di mettere all’asta i suoi trofei. E con il ricavato aiutare la struttura a dotarsi di un moderno impianto di luci a led.
“In quella palestra ho vinto la mia prima coppa”, ricorda Chechi. “Era il 1976, avevo 7 anni e quella gara del campionato regionale la vinsi un po’ a sopresa. Nemmeno i miei genitori vennero a vedermi”. E proprio quella coppa, con la targhetta “S.G. Etruria”, che insieme ad altri 200 cimeli andrà all’asta al prezzo di simbolico 19,96 euro (come le cifre che compongono l’anno dell’olimpiade vinta) sarà l’unica ad avere un acquirente certo: “La ricomprerò io, ci tengo tantissimo”.
I trofei dell’ex ginnasta, 49 anni, soprannominato “Il Signore degli Anelli”, saranno battuti al museo Pecci di Prato, domenica 24 marzo. Tra riconoscimenti e medaglie (a eccezione delle medaglie olimpiche e mondiali) sarà possibile acquistare anche le coppe vinte ai campionati del mondo del 1994 e del 1995. O trofei che celebrano risultati tecnici importanti, come la coppa della gara del concorso generale vinta a Tokyo, in Giappone, nel 1993: “Un anno prima avevo avuto un infortunio, nessuno credeva potessi tornare già a vincere”.
Nella palestra di via Santa Caterina, a Prato, dove Chechi si è allenato fino al 1985 e dove poi è tornato a perfezionare la preparazione nel 2004 (anno del bronzo olimpico di Atene) oggi si allenano 90 ginnasti: ragazze e ragazzi dai 6 ai 16 anni. “È un gesto bellissimo per noi. Possiamo solo immaginare quanto Yuri sia affezionato ai suoi trofei: dietro ognuno c’è una storia”, spiega Grazia Ciarlitto, presidente della Società Ginnastica Etruria. “L’impianto di illuminazione deve essere rinnovato e tutta la struttura ha bisogno di un grosso intervento di manutenzione – aggiunge Ciarlitto – Sapere che un campione come lui mette all’asta i suoi trofei per far allenare i ragazzi è importante”. “Mi fa piacere dare una mano alla società: è una scelta affettiva, per ciò che quel luogo ha rappresentato per me come atleta, per la città di Prato e per la storia dello sport in generale”, conclude Chechi che invita tutti all’asta: “Spero che sia un momento di condivisione, oltre che un’occasione per dare una mano alla palestra. I ragazzi non possono allenarsi senza luce”.