GEO sulla Nord del Corno Piccolo! – recensione

recensione a cura del Gruppo Escursionistico Orientamenti

Sulla nord del Corno Piccolo

Sicuramente non è stata la salita tecnicamente più impegnativa di quest’anno. Però la lunghezza e l’ambiente, un po’ d’avventura ed un po’ d’alta montagna, hanno reso questa gita veramente bella e gratificante.

Dopo una cenetta dalle parti di Montorio al Vomano in provincia di Teramo, con il simpatico proprietario dell’osteria che ci “perseguita” a bicchierini di genziana, eccoci ai Prati di Tivo, pronti a riposare qualche ora, sotto un cielo nero e stellato.

La partenza è fissata per le ore 4.00, meta la vetta del Corno Piccolo per uno dei canali che lo solcano da nord. La notte scorre tranquilla, siamo soli nell’ampio parcheggio dei Prati e, dopo i necessari preparativi, ci incamminiamo accompagnati da una leggera brezza seguendo i piloni degli impianti di risalita. Non fa particolarmente freddo, probabilmente siamo intorno agli zero gradi, ma è tutto molto sopportabile. Le luci frontali sono accese, ma la tentazione è di proseguire al buio per ammirare il cielo meraviglioso sopra le nostre teste: tante piccole luci che brillano e che all’orizzonte si confondono con quelle dei paesi e delle città. Siamo avvolti nell’oscurità ma, nonostante tutto, ci vediamo benissimo….

Neanche cento metri e indossiamo i ramponi per procedere spediti anche se un po’ ad orientamento, intravedendo l’ombra del Corno Piccolo dinnanzi a noi e, soprattutto, la prima spalla, a fianco della quale sale il canale che vogliamo salire. Nel complesso dalla stazione dei Prati fino in vetta sono oltre 1200 metri di dislivello; insomma, la strada da percorrere è bella lunga… Al buio si sa, non sempre è facile scegliere la via migliore, e dopo un po’ ci troviamo a superare un saltino di roccia/erba/ghiaccio (il tipico “misto” appenninico!) che scalda subito i ramponi e le picche.

Arriviamo sotto il canale ad oltre 2.000 metri di altezza, quando sull’Adriatico si dipingono i colori dell’alba, via via sempre più accesi nell’aurora. Ormai ci siamo e attacchiamo il Canale Sivitilli, un bel canale di circa 200 metri con una massima pendenza sui 50/55°. Le condizioni sono buone ma non ottimali, il canale è abbastanza carico di neve crostosa che si alterna a condizioni più farinose su fondo duro, con pochi tratti adatti ad una progressione veloce. Il ritmo comunque c’è ed in progressione incrociata saliamo alternandoci nel battere la traccia, nonostante i ramponi non sempre prendano bene, facendoci faticare più del dovuto. La pendenza è costante, non così impegnativa da richiedere una salita in cordata (anche perché la corda non ce l’abbiamo…).

In meno di un’ora siamo sulla comba nevosa, dopo aver seguito verso la fine del canale, un canaletto secondario sulla sinistra che ci è sembrato più logico per la vetta ed anche più divertente con un brevissimo saltino (nulla di particolare, se non un paio di passetti verticali su camino, tra roccia e neve). Siamo sulla comba a circa 200 metri dalla vetta e con un traverso da destra a sinistra, su terreno un po’ infido e scomodo per via della poca neve ventata che copre la roccia e i sassi, riusciamo a trovare una linea che ci in cima.

Sono le 8.00 e siamo soli, accanto alla croce dei 2655 metri del Corno Piccolo. Lo spettacolo lascia senza fiato ed in silenzio, col primo sole che ci scalda, guardiamo l’infinito. Di fronte e sotto di noi, in ampiezza e verticalità, il mare, le colline teramane, i Prati, il Corno Grande, il ghiacciaio del Calderone, il Rifugio Franchetti, l’Intermesoli con la conca del Sambuco, i Monti Sibillini, la catena dei Monti della Laga, etc. etc.. Sentiamo in lontananza Zen, il cane del Rifugio, ormai diventato un bel pastore abruzzese fiero come i suoi predecessori, abbaiare; saranno forse le nostre voci che dall’alto lo inscuriscono, chissà… L’ultima volta che salimmo in vetta le condizioni erano diverse, senza neve e con la nebbia che in parte avvolgeva il paesaggio. Anche quella fu un gran gita, di cui portiamo bellissimi ricordi.

Resteremmo ancora un’altra ora in vetta, ad ascoltare il silenzio ed a vivere la pienezza di questa solitudine che la montagna sa trasmettere. Ma è tempo di scendere e decidiamo, visto il percorso per certi versi “sconosciuto” di questa prima ascesa invernale al Corno Piccolo, di seguire la via di salita. Disarrampichiamo lungo il Canale Sivitilli ed abbastanza veloci arriviamo alla base, per poi, ancora giù, superando i salti di roccia su percorso via via più agevole, arrivare ai Prati, ormai sotto un sole primaverile.

Il tempo di cambiarci nel parcheggio abbastanza affollato, e vai con la meritata birra e, in perfetto clima abruzzese, arrosticini e bruschetta. Tra racconti e risate, sempre sotto il profilo elegante e severo del Corno Piccolo, ripercorriamo la grande giornata trascorsa.

Geo sale!