VIDEO | Tolkien scrittore della Tradizione (intervento di Mario Polia)

La letteratura fantastica è una declinazione del mito, è creazione di miti che al variare delle contigenze narrative si attingono a corredo di simboli che sono immanenti, eterni e atemporali. Con la consueta competenza il professore Mario Polia antropologo, storico delle religioni, archeologo si è cimentato nell’analisi dell’opera del Signore degli Anelli di John Ronald Reuel Tolkien al convegno di ”Fantastico Mediterraneo – la via italiana all’immaginario”, mettendo in risalto l’intimo significato dell’opera tolkeniana.

Per Tolkien, la Fantasia, quella vera, corrisponde alla capacità dell’uomo di percepire la Verità. Per Verità si intende “ricordare” (riportare al cuore), significa ritrovare quei Valori e Principi che sono sempre esistiti ma che abbiamo dimenticato. La Verità, per Tolkien, è qualcosa a cui da sempre partecipiamo ma siamo inconsapevoli di farne parte, è qualcosa che non va inventata o appresa ogni volta, c’è da sempre, è eterna ma che purtroppo l’uomo moderno ha sempre ignorato e abbandonato agli angoli della sua esistenza.

La Fantasia per Tolkien è anche Arte, è il ritorno al mondo “primario” nel quale Principi e Valori non conoscono né stanchezza e morte, è il ritorno sacro alle origini del nostro pensiero, della nostra civiltà, della nostra antropologia e religioni. E’ la capacità di far balenare nel cuore del lettore o di chi contempla la scintilla del fuoco sacro sempre vivente, che d’altronde è quello di cui l’uomo avrebbe sempre bisogno.

Tolkien inoltre riafferma il valore del simbolo in tutta la sua pregnante pienezza, il suo racconto è mitico e nello stesso tempo reale. E’ mitico perché non solo si rifà volutamente ad antichi miti ma perché principalmente affonda le radici nella luce degli archetipi. Reale in quanto è aderente a ciò che è la vera realtà ed si rivolge all’uomo in cui avviene la battaglia interiore tra le forze della Luce e le forze delle Tenebre.

L’epopea del Signore degli Anelli è la celebrazione del trionfo del Bene sul Male, della qualità contro la quantità, dell’eccellenza dello Spirito contro la demonia del numero e della materia. L’intimo significato dell’opera tolkeniana è quindi simbolico, mitico, metastorico e perennemente attuale. Tolkien si colloca in un solco ancestrale nobilissimo ed è senza dubbio scrittore della Tradizione.