Recensione | Due giorni con il SAF a Peschiera del Garda

(a cura del Cuib Femminile di Raido)

Si svolta il 6 e 7 aprile la due giorni a Peschiera del Garda dove, sulle rive dell’omonimo lago, come ogni anno nel primo fine settimana di aprile, il Cuib Femminile di Raido ha organizzato e preso parte ad alcune attività insieme alle ragazze di Veneta ArditaMente.

Come prima cosa, nella serata di sabato, il Cuib Femminile ha ottenuto una bella vittoria nel Contest culinario “Fornelli Bollenti”, iniziativa che ormai portiamo avanti da diversi anni in collaborazione con le militanti e amiche venete e che consiste in una sfida gastronomica a colpi di mestolo e fornelli, che quest’anno ci ha regalato un goliardico trionfo. Una giuria di tredici persone ha esaminato ogni portata, giudicandola sulla base della scelta del menù, del sapore, dell’impiattamento e della presentazione della ricetta. Ad una prima portata – a cura del Cuib – di una monoporzione di parmigiana barese su letto di taralli tostati, hanno fatto seguito il timballo di orecchiette integrali al forno e braciole pugliesi ripiene di pecorino e mortadella, affogate nel sugo e sfumate con il Primitivo di Manduria. A queste prelibatezze, le camerate di Veneta ArditaMente hanno risposto con antipasti di pizza bianca con ottimo pesto genovese fatto in casa, lasagne alla bolognese e polenta con stracotto di asino (c.d. musso), concludendo il tutto con un Vov fatto in casa, un liquore alla crema d’uovo di tradizione veneta. Insomma, una vera e propria competizione cameratesca (non troppo) amatoriale!

La giornata di sabato è proseguita con il concerto di Feanor, con la straordinaria voce femminile di Dian, il cui repertorio musicale abbraccia le migliori note di musica alternativa, e della Vecchia Sezione che – come sempre – ha dato degna conclusione ad una giornata ricca di momenti che difficilmente potremmo dimenticare. 

 

Domenica mattina, le varie comunità si sono date appuntamento presso la deliziosa “casa-museo” inserita nel verdeggiare delle migliori colline venete, in attesa della circostanza più densa e toccante della due giorni. L’accoglienza è consistita in una visita guidata all’interno della “Piccola Caprera”, prezioso museo reggimentale dedicato alle battaglie di Bir el Gobi da parte dei Volontari Giovani Fascisti, dove si conservano cimeli, fotografie, lettere e divise militari. Dopo esserci inquadrati disciplinatamente, abbiamo preso parte alla celebrazione dei caduti e alla messa in loro ricordo. Nel sacrario, sotto una pioggia battente – per fortuna durata pochi minuti – si ordinavano file di decine di persone in religioso silenzio, preda, ognuno di noi, di un forte timore reverenziale dinanzi alla carica emotiva che quei nomi richiamavano.

Conclusasi la cerimonia, il Cuib Femminile e le militanti di Veneta ArditaMente hanno deposto dei fiori al cippo che ricorda le Ausiliarie scomparse e che ospita anche le ceneri di alcune di loro. Le poche superstiti presenti non hanno mancato di salutare le loro camerate con una carezza alla lapide, sancendo la promessa – un giorno non troppo lontano – di tornare a combattere insieme, non più in questa vita ma nella prossima. Quella vera, quella bella. Sempre al fianco l’una dell’altra, come si giurarono, molti anni fa, indossando le divise grigioverdi. Nel primo pomeriggio di domenica si è poi svolta la presentazione del libro “Italia! Testimonianze al femminile di puro, incondizionato, spontaneo amor patrio”, curato da tutte noi  “Ragazze di Peschiera” e che raccoglie materiali e testimonianze di alcune Ausiliarie che le Ragazze di Peschiera hanno avuto l’onore di conoscere, raccogliendone i ricordi.

Infine le ultime, eroiche, combattenti del Fascismo superstiti e presenti in questo luogo solenne hanno raccontato la propria esperienza come soldati.  Ciò che ci ha particolarmente segnate – tra tante altre vicende – è stata l’esperienza narrataci da una di quelle anziane signore, vittime della tirannia del tempo, che da impavida, bella e giovane Ausiliaria, si è trasformata in un’esile e fragile donna d’età. Nonostante il suo corpo, la sua energie ed i suoi muscoli siano ormai traditori, negli occhi di Fiamma Morini si legge una forza indomita, in grado di oltrepassare le insidie degli anni ed il peso dei ricordi. Quella forza si chiama Fede. Ciò che le ha tenute in vita fino ad adesso, senza il benché minimo cedimento. Fiamma  racconta che nella sua famiglia non c’era fanatismo, intendendo con esso l’esaltazione esasperata delle forme che talvolta, nei suoi esempi peggiori, diventa fragoroso ma vuoto formalismo. La famiglia di Fiamma le ha trasmesso un mondo di valori esortandola non a professarli bensì ad  incarnarli. E lei, conformemente alla sua educazione familiare, si arruolò. Lei fu esempio perché diventò l’ideale in cui credeva. Nelle sue parole una lezione memorabile, che impone a tutti noi di guardare nei nostri cuori anziché ascoltare il suono delle nostre parole pronunciate talvolta al vento. Quello delle Ausiliarie fu un modo, verticale, di vedere e vivere il mondo che solo chi ha Fede può comprendere ed abbracciare.

Infine il Cuib Femminile ha presentato il progetto di condivisione del materiale, in qualunque  modo relativo al suo passato da soldato del SAF, che l’Ausiliaria Nadia Sala ha raccolto negli anni e disposto che venisse donato, dopo la sua dipartita, alle ragazze di Raido. Quaderni, lettere, ritagli di giornale, molte foto. E tra le fotografie più care, non senza malcelata commozione, il Cuib Femminile racconta di una foto di Nadia con le Ragazze di Peschiera, in uno degli ultimi raduni dell’ACSAF, quando ancora molte reduci del SAF erano in vita. Ci piace pensare che questo prezioso dono sia un piccolo simbolo di una continuità ideale cui ci sforziamo di tendere e che con ogni probabilità non incarneremo mai, ma cui informiamo i nostri valori e il nostro sentire.Non a caso, i valori racchiusi nelle parole, è il caso di dirlo, “fiammanti” della Morini  sono la più devota e preziosa consegna che queste guerriere possano lasciare a noi, giovani militanti: prima di legarsi a programmi e definizioni, è necessario partire da se stessi, in ossequio a ciò che naturalmente è e non potrebbe non essere. L’incontrovertibilità dei Principi eterni che, prima di darti nozioni, ti danno una forma.

Nella Tradizione la Verità. Nella Verità, la Vita”. 

In alto i cuori!

Cuib Femminile di Raido