Onore a Manuel Bortuzzo

(a cura della Comunità Militante Furor)

Ci siamo presi del tempo per commentare la storia di Manuel Bortuzzo, lasciando passare i riflettori dei media che, come sappiamo, intrisi di buonismo, sfruttano le vittime fintantoché serva, poi le dimenticano e le abbandonano.
 
Il pensiero moderno da decenni ormai prova a spiegare ogni avvenimento mediante la scienza e quindi la razionalità. Si cerca di far credere ai bambini fin dalle elementari che l’essere umano sia composto soltanto dal suo corpo, e quindi il tutto si riduce ad una visione della vita orizzontale e materialista, ma noi sappiamo bene che non è così. Oltre all’origine dell’essere umano, ci sono tanti ‘misteri’ che nessuno è riuscito a spiegare, nemmeno con la più impeccabile razionalità. Un caso ‘inspiegabile’ è quello di Manuel Bortuzzo, giovane promessa del nuoto italiano. Nel mese di febbraio, a Roma, gli hanno sparato, “per errore” (dicono); in seguito gli è stata diagnosticata una paralisi agli arti inferiori. Per colpa di un errore di un figlio del mondo moderno, che aveva il solo desiderio di vendetta verso ignoti, tutti i sogni di Manuel erano svaniti. Quei sogni che con sacrificio costante stava cercando di realizzare, che fin da piccolo inseguiva e che lo avevano appena portato a cambiare città per proseguire i suoi allenamenti. Alla notizia della paralisi, tutti lo abbiamo dato per finito: come potrà un giovane che ha dedicato la vita al nuoto vivere senza nuoto? Ci sbagliavamo, non avevamo fatto i conti con il suo carattere, e ancora una volta è la razionalità a perdere!
 
Manuel ha fin da subito dichiarato che sarebbe stato pronto ad iniziare la fisioterapia e tornare a nuotare in una vasca il prima possibile, nonostante i medici fossero stati chiari: non avrebbe più mosso le gambe. Sono passati circa due mesi da quando questo giovane eroe ha affrontato questa prova con una forza di volontà incredibile, tant’è che ha pubblicato un video che lo vede protagonista in una vasca. Ciò è la dimostrazione che i valori e la forza di volontà vengono prima della razionalità e di questa assurda ragione che cercano di far passare come verità assoluta. A lasciare il segno nei nostri cuori è anche il sorriso che Manuel ha avuto ogni giorno di questo percorso; questo è stato sicuramente un aiuto in più per affrontare questa battaglia con un cuore puro, realmente libero da sensazioni di odio e risentimento. È una storia nella quale si manifesta un richiamo all’uomo idoneo per vivere in una civiltà tradizionale: pronto al sacrificio e risoluto.
 
Di fronte a tutto questo, non possiamo fare altro che sperare nel fatto che Manuel venga preso come esempio dagli altri giovani che ormai si lasciano sovrastare dal “nulla”, e fargli tanti auguri per il prosieguo della terapia e della sua carriera sportiva.
Infine, non vogliamo certo ‘dare un colore’ a questa storia, ma siamo certi che nel 2019, a 100 anni dalla Fondazione dei Fasci di Combattimento, torna forte – con questa storia – la vibrazione dell’impeto coraggioso, l’esempio fulminante e la pellaccia dura di chi combatte.