Atletica dell’ego

a cura della Comunità Militante Furor

Come abbiamo più volte affermato, lo sport ha la funzione principale di metterci alla prova
con noi stessi, imparare a conoscere il nostro limite ed essere disposti ad ogni tipo di
sacrificio pur di superarlo; è un mezzo attraverso il quale lo spirito può elevarsi verso l’alto.
Questa visione dello sport oggi – e da molto tempo – si è completamente persa; esso è ormai solo un altro modo per guadagnare, per apparire forti e ricchi, per sponsorizzare una grande marca. Anche lo sport è quindi travolto dall’ondata dissolutrice che accompagna la nostra epoca.

Le vicende raccontate nell’articolo non sono altro che la manifestazione del fenomeno
dissolutore che si è diffuso anche nel mondo dello sport: scaramucce, furti e accusse infamanti scambiate da due ‘titani’ dell’atletica, capaci di imprese sportive incredibili, a ritmi difficilmente replicabili da altri uomini.

Ma ciò che più notiamo in questa triste storia è la voglia che entrambi gli atleti hanno di far parlare di sé in ogni ambito meno che nello sport, sembrano ragazzine pettegole dal parrucchiere; uno denuncia un furto e la cattiva gestione dell’accaduto, l’altro racconta di aver offerto il risarcimento dell’intera somma rubata. Pareri e racconti differenti, ma un’unica certezza: questi atleti non sono gli sportivi che dovrebbero essere, di conseguenza non sono esempi. È gente che pratica questo sport con il solo fine di batter un record, diventare famoso ed arrivare a guadagnare il tanto amato denaro.

Il vero atleta pone come obiettivo primario quello di migliorarsi, sacrificarsi pur di farlo e superare il proprio limite, mentre oggi è diventato preminente battere record e avversari, magari deridendoli anche. Il vero sportivo cerca un confronto leale con il suo avversario e pone alla base della rivalità il rispetto. La corsa è uno sport nel quale l’animo combattente dell’atleta dovrebbe venire fuori per natura, un animo che lotta, che si sacrifica, non un animo vile ed individualista!

Concludiamo riflettendo sul fatto che Gebrselassie sponsorizza l’Adidas, Farah la Nike: saranno forse stati questi due colossi del commercio sportivo ad aizzare la rissa?

Per leggere l’articolo:

https://www.repubblica.it/sport/vari/2019/04/25/news/farah_gebrselassie_un_furto_in_albergo_e_un_ag
gressione_scoppia_la_guerra_tra_maratoneti-224848426/