Chiesa in crisi. Ma così è perché così deve essere

A Roma sempre meno cattolici, meno matrimoni cattolici, meno vocazioni e meno battesimi. Sempre meno. Comunque, niente di sorprendente: d’altronde non siamo forse alla fine di un ciclo? I luoghi che erano un tempo riferimenti luminosi nel mondo, ora non sono altro che esempi di decadenza e corruttibilità, abbandonati e secolarizzati. A tutto ciò contribuisce l’oscura condotta di Bergoglio, che al Progresso, al Mondo Moderno, da efficiente strumento della Sovversione, abbandonando e ‘superando’ i fedeli sinceri e i princìpi a fondamento del Cristianesimo quale religione legittima che ricollega al Principio.
Ma Roma non ha dimenticato il suo passato, sono gli uomini ad aver smarrito la via. E
il nemico non si illuda: quello che era presto tornerà a brillare.
(tratto da www.ilmessaggero.it) – Città del Vaticano – Roma si scopre sempre meno cristiana. Calo dei battesimi, crollo dei matrimoni cattolici, vocazioni al lumicino. «La pratica domenicale si attesta al 9 per cento». La Città Eterna fa l’autoanalisi e davanti a Papa Francesco, nella basilica del Laterano, ieri sera, ha ammesso ufficialmente che la gente si è ormai allontanata dalla pratica religiosa. Colpa del secolarismo ma, forse, anche di qualcosa che non ha funzionato tanto bene nella pastorale. Il Papa ha parlato senza veli di mali profondi come il clericalismo e il funzionalismo, la tendenza delle parrocchie a funzionare come tante piccole aziende efficienti, senza poi andare al cuore del Vangelo.
A prendere la parola e fare un check up è stato don Mario, parroco di San Giovanni de Rossi, che ha raccontato, con una franchezza rara, quello che sta succedendo nella diocesi del pontefice. Ha parlato di “molte malattie” come “la stanchezza, l’autorefernzialità, le divisioni” tra i parroci e i gruppi ecclesiali, fino al logoramento delle strutture. Morale: “abbiamo perso mordente. Siamo un piccolo mondo e il numero dei lontani va crescendo”.
«E non mi sembra esagerato dire che siamo in piena crisi di fede. Una crisi che intacca le nostre parrocchie che invece che essere comunità di fede sono luoghi centri sociali o ricreativi, si fa il ballo, lo yoga, distributori di sacramenti. E in questo contesto entra in crisi il ruolo dei preti che sono diventati degli amministratori». Il Papa ha ascoltato e ha concluso che ci vuole una nuova evangelizzazione. In pratica anche Roma diventa terra di missione.